CORSA CHAMPIONS - "Si deciderà da quella che è la nostra convinzione. Il nostro avversario verso la Champions siamo noi stessi: se rimettiamo a posto delle cose a livello tecnico e mentale si va a giocare, se il livello è questo le perdi e non puoi ambire a nessun risultato".
MOMENTO - "Diventa fondamentale l’aspetto psicologico. Perché poi non sei più partecipativo a quelle che sono le cose, ci sono situazioni inconsce che ti creano queste difficoltà. È il lavoro che avevamo fatto e sembravamo usciti. Avevamo fatto vedere di essere squadra e di avere qualità: non sono scomparse ma sono ancora lì e noi non sappiamo andare a riconoscerle perché ci manca compattezza, stabilità, tenacia nel fare le cose. C’è da prendere iniziative perché se non le prendi e fai cose normali, banali, semplici e ti accodi a quello che è la volontà di chi ha entusiasmo e voglia di fare diventa tutto più difficile. Troppe volte ci succede di perdere questi palloni e gli altri lo traducono in gol. Su 25 volte è la 13esima volta che prendiamo gol al primo tiro in porta. Poi si incasina tutto e non siamo forti come vorremmo mentalmente… Ma ce l’abbiamo quella cosa lì altrimenti non si arriva a giocare quel calcio che abbiamo fatto vedere. Si reagire, ma consapevolezza di quello che abbiamo nelle nostre possibilità. Altrimenti non puoi giocare alla pari in inferiorità numerica a San Siro. Ma non riusciamo a riconoscerla e ci sono momenti in cui ci perdiamo. Lo switch è lì, la differenza è tutta lì. Ti ricapita che non fai gol nella palla che riesci a procurarti in maniera corretta, cercata. Nel primo tempo è più facile far gol loro o la palla che abbiamo avuto noi? Invece perdi palla e in quella mezza situazione prendi gol. Poi si incasina tutto. Hai tempo per riprendere la partita però vieni imprigionato, si vede da questa situazione. Non devi neanche prendere il secondo".
GALATASARAY E ROMA - L’allenatore può dare tanto e nulla. Io sono preoccupato per tutte quelle persone che credono in me nella Juventus, nella società, nei tifosi. Per me non sono preoccupato, sono preoccupato per le responsabilità che ho e se vedo che non reagiscono e non sanno riconoscere chi sono e cosa possono fare. La qualità di un allenatore sa anche nel sapere guardare le cose, saperle sentire dal punto di vista di chi sta davanti. Devo trovare le cose corrette da dire. Poi devo mettere in discussione anche la mia capacità di dire le cose perché loro questa possibilità ce l’hanno. Poi il campo e le partite che andranno a disputare diranno se io ho la percezione e visione corretta delle persone che ho a che fare o no».
YILDIZ - "Ha preso una botta, stava zoppicando, mi ha detto che ce la poteva fare. Ma ora ha il ghiaccio e vedremo. Questo fa capire il carattere di volerci essere nella difficoltà, è stata una reazione da campione vero quale è".
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