ERRORI - "Quando perdi entusiasmo si è visto, in un periodo eravamo entusiasti e abbiamo fatto partite bellissime, poi viene meno il sostegno della personalità e dell’autostima e poi quegli errori che fai ti costano subito l’andare sotto e diventa difficile reagire dal punto di vista mentale. Funziona così nella testa dei giocatori ci sono troppe pressioni per i risultati e questi episodi fanno la differenza. Fino ad un po’ di tempo a questa parte lo avevamo nel mirino e lo avevamo portato a casa. Quando viene a mancare un po’ di autorevolezza e convinzione. Oggi abbiamo sbagliato una miriade di passaggi in mezzo al campo che i miei giocatori non sbagliano perché io li conosco bene".
DI GREGORIO - "Di Gregorio è in linea con i compagni. Non ha più responsabilità degli altri. Commette un errore come si commettono in altre occasioni e si prende goal. Poi probabilmente poteva fare meglio ma anche noi potevamo fare meglio a difendere e a non perdere la palla. Sempre suddivise in maniera comune le situazioni che si subiscono. È in un momento di difficoltà come tutta la squadra, non vedo differenze. Il portiere è in difficoltà ma noi dobbiamo sbagliare il passaggio così? È tutto un cane che si morde la coda ma diventa una questione mentale di squadra perché sempre di squadra si parla. Io l’energia a livello di squadra la riconosco. Da parte mia è la stessa cosa che ho detto a loro, io sto fino a fine anno di sicuro e fino all’ultimo giorno non abbasso di un millimetro il mio pensiero nei loro confronti. Ora ci siamo ritonfati dentro e quella roba lì ce l’hanno ma non riescono a riconoscerla. Hanno un po’ di condizionamenti e questa storia qui alle spalle. Noi bisogna sempre andare a farlo con noi questo ragionamento. Devo far uso delle storie che mettono a posto la mia ricerca, i comportamenti, le abitudini che io mi creo per andare ad acchiappare i miei obiettivi
CORSA CHAMPIONS - "Si deciderà da quella che è la nostra convinzione. Il nostro avversario verso la Champions siamo noi stessi: se rimettiamo a posto delle cose a livello tecnico e mentale si va a giocare, se il livello è questo le perdi e non puoi ambire a nessun risultato".
MOMENTO - "Diventa fondamentale l’aspetto psicologico. Perché poi non sei più partecipativo a quelle che sono le cose, ci sono situazioni inconsce che ti creano queste difficoltà. È il lavoro che avevamo fatto e sembravamo usciti. Avevamo fatto vedere di essere squadra e di avere qualità: non sono scomparse ma sono ancora lì e noi non sappiamo andare a riconoscerle perché ci manca compattezza, stabilità, tenacia nel fare le cose. C’è da prendere iniziative perché se non le prendi e fai cose normali, banali, semplici e ti accodi a quello che è la volontà di chi ha entusiasmo e voglia di fare diventa tutto più difficile. Troppe volte ci succede di perdere questi palloni e gli altri lo traducono in gol. Su 25 volte è la 13esima volta che prendiamo gol al primo tiro in porta. Poi si incasina tutto e non siamo forti come vorremmo mentalmente… Ma ce l’abbiamo quella cosa lì altrimenti non si arriva a giocare quel calcio che abbiamo fatto vedere. Si reagire, ma consapevolezza di quello che abbiamo nelle nostre possibilità. Altrimenti non puoi giocare alla pari in inferiorità numerica a San Siro. Ma non riusciamo a riconoscerla e ci sono momenti in cui ci perdiamo. Lo switch è lì, la differenza è tutta lì. Ti ricapita che non fai gol nella palla che riesci a procurarti in maniera corretta, cercata. Nel primo tempo è più facile far gol loro o la palla che abbiamo avuto noi? Invece perdi palla e in quella mezza situazione prendi gol. Poi si incasina tutto. Hai tempo per riprendere la partita però vieni imprigionato, si vede da questa situazione. Non devi neanche prendere il secondo".
GALATASARAY E ROMA - L’allenatore può dare tanto e nulla. Io sono preoccupato per tutte quelle persone che credono in me nella Juventus, nella società, nei tifosi. Per me non sono preoccupato, sono preoccupato per le responsabilità che ho e se vedo che non reagiscono e non sanno riconoscere chi sono e cosa possono fare. La qualità di un allenatore sa anche nel sapere guardare le cose, saperle sentire dal punto di vista di chi sta davanti. Devo trovare le cose corrette da dire. Poi devo mettere in discussione anche la mia capacità di dire le cose perché loro questa possibilità ce l’hanno. Poi il campo e le partite che andranno a disputare diranno se io ho la percezione e visione corretta delle persone che ho a che fare o no».
YILDIZ - "Ha preso una botta, stava zoppicando, mi ha detto che ce la poteva fare. Ma ora ha il ghiaccio e vedremo. Questo fa capire il carattere di volerci essere nella difficoltà, è stata una reazione da campione vero quale è".
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