RIGORE IN BOSNIA - "Ho fatto fatica a metabolizzare subito la delusione. Avevo lo sguardo fisso in un punto e non riuscivo a capire cosa fosse successo, ero sotto terra. Il primo pensiero è di aver deluso i compagni, le persone a casa, gli amici, la famiglia. Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò: quel giorno ero convinto di prendermi la responsabilità di tirare per primo, mi sentivo sicuro, poi è andata male. Ho visto una squadra che ha dato l’anima, per la maggior parte con un uomo in meno, creando diverse occasioni. Non è bastato e non basta: l’Italia ha l’obbligo di andare ai Mondiali, bisogna prendersi la responsabilità".
SCUDETTO - "Ci voleva una prova convincente come quella con la Roma, oltre alla la vittoria. C’è ottimismo e ci crediamo al massimo".
CHIVU - "Gli devo tanto per la fiducia che ha avuto in me, anche questa estate. Se sarei rimasto con un altro allenatore? Non posso saperlo, forse sarebbe stato più complicato. Di sicuro Chivu ha una propensione speciale verso i giovani e mi conosceva già".
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