La sintesi più efficace del periodo è stata espressa da Massimo Moratti: «Meglio che Bastoni si vada a far benedire». Perché la sommatoria degli errori è una spirale di negatività, un boa constrictor dell’autolesionismo: se ne esce solo alzando un braccio e chiedendo, o almeno accettando un aiuto. Magari anche terreno, tra gli amici dell’Inter che oggi ritroverà ad Appiano. La società e la squadra lo difenderanno a spada tratta. Chivu anzi lo ha già fatto pubblicamente, dopo la cavolata del 14 febbraio, da vero innamorato della compattezza interna. Non lo abbandonerà neppure in questi giorni e, se lo vedrà pronto, lo manderà in campo anche contro la Roma nella domenica di Pasqua. Il problema semmai è in prospettiva. Se Bastoni veniva fischiato in tutti gli stadi per la simulazione di San Valentino, cosa succederà adesso che verrà additato come il primo responsabile del disastro nazionale? È una riflessione che Alessandro ha già condiviso con la famiglia e con il manager, Tullio Tinti. Non solo ieri, quando lo shock aveva asciugato le lacrime e imponeva il silenzio. Il discorso va avanti da tempo, con il permesso di Marotta e Ausilio che autorizzeranno la sua partenza a fine stagione davanti a un’offerta congrua. Non è un mistero che il Barcellona sia interessato e che il Barcellona interessi a lui. Il flirt è in corso ma non ha ancora prodotto la proposta che accontenti l’Inter: si parla di cifre fuori mercato, intorno tra 70 e 80 milioni, ma la verità è che dai 40-45 più bonus in su si può trattare", si legge.
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