CORDE TOCCATE - "E' un po' essere umano e capire, ci sono stato anch'io in qualche spogliatoio: capisco cosa si pensa, come i giocatori vivono il contesto Inter. Bisogna abbracciarli unb po' di più e raccontare la verità e avere coerenza senza arretrare del proprio pensiero: poi tu ci provi da allenatore e devi avere una risposta da un gruppo che deve crederci e sono stato fortunato perché i ragazzi si sono calati subito in quello che dovevano fare nel trovare l'orgoglio e nell'essere competitivi. Abbiamo fatto una stagione importante vincendo 25 volte, facendo 100 e passa gol: non era semplice ma è tutto merito loro. Io cerco sempre di dare qualcosina e sono stati bravi ad assorbire tutto".
RIGORE TORINO - "Non avevo gli occhiali e non ho visto il monitor. Io non parlo di arbitri e delle loro decisioni, non l'ho fatto tutto l'anno e non vorrei nemmeno passare il tempo a pensare a questo. Io penso a perché siamo in difficoltà dopo il 2-0. Io non dico niente dei rigori. Né a favore né a sfavore".
SCUDETTO - "Uno scudetto vinto è sempre uno scudetto vinto, farlo in casa non cambia niente. Dobbiamo coronare il nostro sogno al meglio delle nostre possibilità. Oggi potevamo fare meglio, ma il merito è anche dell'avversario. Pensavamo che la partita fosse chiusa, invece non era così. Hanno trovato energie e spesso queste partite le perdi pure, lo sappiamo anche noi per quello che è accaduto al Como in Coppa Italia. Abbiamo cercato anche di vincerla, ma non cambia niente. Il merito è dei ragazzi, si sono messi nelle condizioni di raggiungere il sogno con qualche giornata d'anticipo".
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