STAGIONE - "Quando ho capito che potessimo vincere 2 trofei? In 8 mesi ci sono alti e bassi, bisogna saper superare le difficoltà che abbiamo avuto all'inizio, senza esaltarsi quando abbiamo vinto 14 partite su 15. Ci vuole equilibrio, è frutto di tutto ciò".
EMOZIONE - "Sono 19 anni che sono qua dentro, è un'emozione bella per me, ma sono più contento per i miei ragazzi e questi tifosi. Cosa ho provato ad alzare la coppa? Mi hanno preso e mi hanno spinto, non volevo perché è un momento dedicato ai giocatori".
CUORE - "Io bravo ad entrare nel cuore dei ragazzi. Non ho parole. Faccio il mio, cerco sempre di dare entusiasmo e motivazioni, poi quando hai a che fare con un gruppo di ragazzi così diventa tutto più semplice. I due trofei sono la conseguenza di un gruppo di uomini che ha messo la faccia e lavorato sodo per questo".
MOMENTI - "Sono episodi e momenti, devi saper gestirli. Tu vinci a Lecce, vai a +10 e metti un mattone importante. Poi magari pareggi a Firenze, in casa con l'Atalanta e perdi il derby. Roma e Como sono state importanti e hanno anche tolto qualcosa agli avversari".
DEDICA - "A tutto il mondo Inter e alla mia famiglia. Non era scontato dopo lo scorso anno ricompattare l'ambiente e direi che l'abbiamo fatto alla grande. Un grazie a me stesso? Non ho bisogno, so chi sono e cosa ci metto. Lascio parlare gli altri, mi interessa la squadra, la società e questa gente meravigliosa".
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