BASTONI - "Come sta Bastoni? La farei anche finita a parlare di lui, si parla di lui da un mese, ci sarebbe anche da elogiare l'uomo e il giocatore per quello che ha messo nonostante le difficoltà fisiche e mentali. Ha dato disponibilità alla Nazionale dopo i giorni con le stampelle. Bisogna essere orgogliosi di quello che ha fatto. La caviglia non è al 100%, si è allenato poco, non è al 100% dal punto di vista fisico., Siamo a fine aprile, fare un ricondizionamento serve a poco. Bisogna dargli fiducia e farlo stare al centro, considerando che non ha il 100%. Dobbiamo ringraziarlo perché lui dà tutto, non sta bene, domani non sarà convocato rimarrà fuori per riprendersi sia per il problema alla caviglia e rifare qualcosa per alzare la condizione atletica".
CONFERMA MAROTTA - "Io migliore e imparo tutti i giorni. Faccio autocritica ogni mattina imparando dagli errori che combino, spero di non averne fatti tanti. Ne ho fatti, ma imparo e miglioro dal punto di vista umano e professionale. Mi dimentico magari perché ho delle priorità su uno o su un altro, in base a quello che subisce mediaticamente un giocatore e devo fargli due coccole, du abbracci. Si pensa in modo superficiale perché si fanno i titoli, la negatività vende. C'è una cultura dell'imballaggio che disprezza i contenuti, io devo farli sentire amati, non sono dei robot. Io vado avanti sulla mia strada, sbagliando, migliorando e cercando di non ripetere gli errori. Quando riesci a farlo vuole dire che migliori e acquisisci esperienza".
SERANTONI - "Devo dirvi che sono stato uno dei primi a sapere l'accaduto l'estate scorsa e sono stato uno dei primi a parlare con lui e con la famiglia. Lo abbiamo invitato a incontrarci, ci ho parlato e ho visto un ragazzo con ambizione e con la voglia di andare incontro. Gli ho dato qualche consiglio sul casco, di avere coraggio e non pensare all'accaduto. La cosa importante è essere felici e avere passione. Mi ha fatto piacere rivederlo in campo col caschetto, usava lo stesso caschetto che usavo io. Ho visto un aragazzo felice che è tornato a fare quello che desidera. Non è semplice un problema alla testa, lui è sulla strada giusta. Deve mantenere il piacere per il gioco e andare avanti con convinzione e inseguire il suo sogno. Sorridere sempre, ha un'altra opportunità per dimostrare quello che è come persona e come professionista".
BISSECK E LAUTARO - "Bisseck ha già iniziato a lavorare in campo, a breve si aggiungerà al gruppo. Lautaro rispetto ai tempi che si sono detti, è in regola. Credo che settimana prossima andrà in campo per fare qualcosa in più Bisseck 2 giorni, Lautaro 7-8 giorni, sta migliorando e facendo molto bene".
POLEMICO - "Percezione mia diversa? Non sono un fesso, mi adatto in base al momento, in base al ruolo che occupo, la leadership di questo gruppo. Se all'inizio quello per che volevo trasmettere dicevo le cose in un determinato modo, poi le cose sono cambiate e mi sono adeguato. Dovevamo finire ottavi, allenatore inesperto e si faceva la conte di chi sarebbe dovuto venire. Invece si è andato avanti grazie a un gruppo che ha voluto essere competitivo. Strada facendo le cose sono cambiate, tutto nasce post Juve che diventa una gogna mediatica sotto tutti i punti di vista per l'Inter e per un giocatore dell'Inter. Lì cambia la narrazione, ma io non faccio polemica, non metto la maschera. Mai parlato di arbitri, se ora siamo quello che siamo e a qualcuno non va bene quello che dico allora non è affare mio quello che gli altri pensano. Non lavoro per essere amato da qualcun altro. La cosa che ho detto pre Juve l'avete riportata sbagliata: quando vedrò un allenatore che dirà di avere avuto un episodio a favore allora parlerò degli arbitri, ma non ho mai detto che sarei stato io il primo".
CAMPIONATO MEDIOCRE - "Troppo facile cambiare pensiero in base alla classifica. Fino a qualche mese fa quando c'erano pochi punti in palio era tutto competitivo. Poi in base alla classifica diventa attraente e mediocre. Vorrei essere tutta la vita mediocre cos primo in classifica, con la certezza di un lavoro fatto bene, con una società che mi sostiene. Troppo facile in base ai risultati classificare un campionato per delusione o differenza in classifica".
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