Gasperini: “Ecco come stanno Koné e Dybala! La proprietà deve dare un segnale, su Massara e Wesley…”
MERITO - "Non parlo di me. Umanamente sono atipico, qualche anno fa ho dovuto parlare con me stesso di una questione di vita o di morte e ho perso l'ego. Cerco di capire i momenti per l'esperienza che mi sono fatto sulla gestione di un gruppo e di non fare errori che magari ho subito da giocatore. Ho cercato di essere empatico, umano e di non pensare a me stesso. Penso solo a quelli che mi vogliono bene e cerco di dare il massimo per loro. Magari tra un mese vengo messo in discussione, bisogna accettarlo con il sorriso e fare del nostro meglio. Anche il mio staff merita ringraziamenti".
SIGARETTA - "E' giusto che i giocatori si prendano tutti i meriti, io dopo la partita sono andato negli spogliatoi a fumarmi una sigaretta".
MENTALITA' OFFENSIVA - "Abbiamo trovato diverse soluzioni in base all'avversario, bisogna capire i momenti. E' stato un gran lavoro anche dei miei predecessori, per me è stato più semplice. Sono i bravi giocatori che ti fanno vincere".
ALLEGRI E CONTE BATTUTI - "Sono grandi allenatori, hanno fatto la storia e ho solo da imparare da loro".
13 PANCHINE IN A - "Io non devo sprecare energie per quello che si dice su di me, io so quello che devo fare, so dove sono capitato e cosa posso dare. Ho cercato di fare del mio meglio, quello che ho imparato da giocatore, nei sei anni di gavetta nel settore giovanile e nei tre mesi al Parma, consapevole del fatto che tutto cambia in uno spogliatoio come quello dell’Inter, che devi stimolare e fare certe cose. Ho avuto la fortuna di trovare un gruppo di ragazzi meravigliosi, che lavora bene da anni, che ha avuto allenatori che hanno avuto tanto, ed è anche merito loro tutto quello che è stato costruito in questi anni. Hanno messo la faccia, nonostante le difficoltà e le cose subite l’anno scorso, cercando di essere competitivi: nove mesi sono una maratona, bisogna fare più punti di altri e mettere una consistenza che ti consenta di sognare".
BACKGROUND - "Credo che 19 anni in questa società rispondano a questa domanda. Per me vale tanto, vale tutto. Le mie figlie sono nate a Milano, sono in questa città da quasi vent’anni e sono felice di aver potuto vincere da giocatore e di essere l’allenatore di questa squadra e di riuscire a vincere".
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