LOCATELLI - "Parla lui e non Spalletti? Io ho detto all'addetto stampa di mandare Lautaro. Quando una squadra ha tante competizioni è difficile per un allenatore venire a parlare, non cambia molto dal nostro punto di vista. Anche io l'avrei condivisa".
APPROCCIO - "L'approccio è sempre importante, la Juve è una squadra ibrida che ha tanta verticalità. Anche nel calcio d'inizio hanno sempre messo in difficoltà gli avversari. Noi dobbiamo essere pronti e accettare che a volte il dominio del gioco passa da una parte e dall'altra".
ARBITRI - "Questa è una storia di tanti anni. Io inizierò a parlare di questo aspetto quando un allenatore dirà che l'episodio è stato a favore. Ci si lamenta sempre quando si sbaglia. Il problema del calcio italiano non sono gli arbitri. Se l'Italia ad esempio non ca a due mondiali di fila non contano gli arbitri. Tutti possono migliorare. Io non vedo i fantasmi e penso a quello che fanno i miei. Sono stato scelto per trovare soluzioni e non per lamentarmi".
RIVALITÀ - "Ho grande rispetto per tutti, alla Roma c'era la Lazio e all'Inter le rivali erano Milan e Juve. Per me però sono sempre state partite normali, non ho mai sentito il peso e mi sono sempre preparato al meglio. Non bisogna crearsi pressioni da soli".
SPALLETTI - "Per me è migliorato molto, sta facendo giocare bene le sue squadre, ha un'identità e idee. Lui è un allenatore bravo che ha tanto da dire, Spalletti è un modello da seguire da giovane allenatore".
ANDATA - "Non hai mai tempo di pensare a niente all'Inter. In quell'istante poi dovevamo andare ad Amsterdam, bisognava trovare risultati e si deve vivere partita per partita scegliendo i giocatori giusti. Questo è sempre stato, i ragazzi hanno capito tutto al volo e siamo cresciuti".
Scarica l'app gratuita di SOS Fanta per non perderti neanche un aggiornamento con le notifiche push.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
/www.sosfanta.com/assets/uploads/202602/c653a0adf8493362c7acf17f206f11dd-e1770979168493.jpeg)