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sosfanta squadra inter Chivu: “Come sta Bastoni e rispondo sul futuro! Lautaro, Thuram, le critiche e sul rigore di Pio…”

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Chivu: “Come sta Bastoni e rispondo sul futuro! Lautaro, Thuram, le critiche e sul rigore di Pio…”

Chivu: “Come sta Bastoni e rispondo sul futuro! Lautaro, Thuram, le critiche e sul rigore di Pio…” - immagine 1
Il tecnico dell'Inter, Cristian Chivu, ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida di domani sera a San Siro contro la Roma
Andrea Della Sala

Il tecnico dell'Inter, Cristian Chivu, ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida di domani sera a San Siro contro la Roma. Ecco le sue dichiarazioni.

CONDIZIONE - "Arriva dopo la sosta, chi è rimasto qua si è goduto anche di un po' di riposo e poi in allenamento ha fatto dei bei carichi. Poi ci sono i nazionali che hanno staccato un po' dopo gli ultimi mesi di gruppo squadra. Purtroppo alcuni non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo e il loro desiderio: ma sono tornati sapendo che ci aspetta un finale impegnativo, dobbiamo essere pronti ed essere competitivi. Preoccupato dagli azzurri? Ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista umano: l'hanno fatto vedere, hanno sempre saputo rialzarsi sempre dopo l'amarezza. Hanno imparato che far parte di una squadra di calcio ogni tanto vuol dire cascare: ma quello che conta è la reazione e il carattere per il rispetto di una società che rappresentano e per l'amore dei tifosi. Lo sanno anche loro che le delusioni fanno parte del gioco, è lo sport e bisogna accettarlo. Non sono preoccupato, in questi otto mesi me l'hanno fatto vedere che abbiamo con uomini che hanno valori, qualità e molte certezze nel gruppo".


LAUTARO - "Per me i risultati fanno parte di una maratona. Voi parlate di 14 vittorie, io parlo di 18 partite con 14 vittorie e 13 pareggio, un ritmo molto buono. I drammi con un pareggio si fanno solo all'Inter, non con le altre: fa parte dell'andamento di un campionato in una domenica normale. Volevamo di più ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato: siamo primi e siamo riusciti a mantenere le nostre aspettative soprattutto. A livello individuale ogni giocatore è indispensabile, Lautaro come Luis Henrique e Diouf. Ognuno sa l'apporto da dare e quanto è importante avere tutti pronti mentalmente e fisicamente".

ROMA - "Sappiamo tutti la loro forza, di un allenatore che in poco tempo ha imposto la sua identità oltre ogni aspettativa. Mancano otto partite, per noi la prossima è la più importante: dobbiamo trovare convinzione e intensità, accettare quello che la Roma ti propone in campo. Bisogna avere coraggio e l'ambizione giusta per portare a buon fine una gara complicata".

SQUADRA - "Ho parlato prima di qualità umane e di valori: il gruppo ne ha, ha imparato dagli errori del passato. Quello che conta è quello che siamo diventati e abbiamo sempre alzato la testa mettendoci sempre la faccia. Parlo anche di Bastoni: io l'ho lasciato in stampelle e poi l'ho trovato in campo con la Nazionale tre giorni dopo. La faccia l'hanno sempre messa e accettano ogni critica nei momenti di difficoltà: consapevoli del fatto che di riconoscenza nel calcio ce n'è poca, si punta sempre il dito e si cerca qualcosa che non ha a che fare coi suoi valori. L'ha fatto lui e lo fanno anche gli altri: hanno imparato dal passato e si troveranno pronti nel finale di stagione".

BASTONI - "Quello che conta è il rispetto dei compagni, il lavoro e quello che sei tu umanamente. Lui in questo momento è dispiaciuto per l'accaduto ma è contento del fatto che ha ricevuto il sostegno dei compagni: la faccia l'ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato con quello che aveva per rappresentare un paese e portare a buon fine il suo sogno. Nonostante le condizioni in cui era in quel momento ha dato la disponibilità: per me da uomo che capisce certe dinamiche e sa cosa vuol dire dieci giorni di stampelle vale tanto. Ci ha messo la faccia e si è preso la responsabilità: quello che conta è quello che ricevi, l'amore e la stima dei compagni perché sanno che la faccia l'hai messa. Io devo dargli serenità, fiducia come a tutti gli altri: io non posso controllare il suo futuro e quello che vorrebbe fare. Io so che è contentissimo di far parte della nostra squadra e che da quando è qui ha sempre messo la faccia e dato il 100%. Non serve che dica cos'è lui, starà a lui decidere il suo futuro così come ognuno deve essere responsabile delle sue decisioni. Ma finché è qua io sono convinto che darà più del 100% per noi, che sia per due mesi o due anni io non posso condizionare le sue scelte. Sarei felice se lui rimanesse e se io rimarrò perché le incertezze nel calcio sono queste. Deciderà lui e l'ha dimostrato che è vaccinato e sa prendere decisioni giuste: il calcio mondiale si godrà sempre un giocatore di alta qualità".

CRITICHE ALL'INTER - "Questo dovete spiegarmelo voi. Io vedo, sento, ascolto cose che non hanno a che fare con i valori dello sport che io ho. Per dare un esempio l'episodio post Juve in cui si è creata una gogna mediatica io non l'ho più vista. Finché si tratta dell'Inter e se si dice che ci sono favori allora diventa una gogna mediatica e si mettono squadra, società e giocatori in piazza per tirare i sassi. Ma negli episodi contro nessuno dice nulla. E' una domanda che devo fare io a voi: noi accettiamo i pensieri esterni sapendo che storicamente in Italia chi è primo è il più odiato da sempre. Ma non vuol dire che noi non manteniamo un livello alto: rappresentiamo una società grandiosa e tifosi meravigliosi. La colpa per la Nazionale non è sicuramente dei giocatori dell'Inter: noi avevamo 5 convocati e non è colpa loro. Anzi per noi è un orgoglio averli nella nostra squadra: cercano di regalare qualcosa di importante al calcio. Poi si può perdere o vincere, si dà sempre il meglio per il nostro dovere".

ESPOSITO - "Io gli ho domandato se ha chiesto lui: mi è bastata la sua risposta, era sì. Prendersi la responsabilità ad un'età molto giovane con l'importanza di quella partita, basta quello: di rigori se ne sbagliano e ne sbaglierà, ma l'importante è che ha avuto il coraggio di metterci la faccia. E' un buon segno anche per noi e per la Nazionale il fatto che lui se l'è presa".

ARBITRI - "Io le mie energie me le tengo per scegliere la miglior formazione che posso mettere in campo ogni partita. Spesso mi chiedete chi gioca e io non rispondo per i tanti dubbi: pensate se comincio a pensare agli arbitri e i varisti, è una cosa che non mi compete e non mi interessa. Mi interessa mettere la miglior formazione e la nostra preoccupazione in campo per essere dominanti e dare sempre il massimo. Questo deve essere il mio lavoro: se analizziamo altri vuol dire che analizziamo i fantasmi e abbiamo paura. Ma io mi affido al buon senso e la mia unica preoccupazione è portare la squadra ogni domenica al massimo".

THURAM - "Si parla sempre di lui nelle ultime conferenze: sono contento che abbia segnato in nazionale, è un momento importante anche per la Francia e Deschamps farà fatica a scegliere 7-8 attaccanti. Lui è una costante importante e l'ha dimostrato: si può fare affidamento ad un attaccante di quello spessore. Noi sappiamo il suo valore e la sua qualità: lo è consapevole anche lui e sta lavorando per aiutarci ed essere decisivo in determinati momenti con gol, assist e il lavoro da fare. Lo vedo molto preoccupato nell'essere focalizzato per farsi trovare pronto".