MESSIAS E OTOA - "Messias con il tutore? A forza di stare fuori ha fatto amicizia col medico e ogni tanto passeggiano assieme (ride, n.d.r.). No, no, Junior sta bene. Stanno fondamentalmente tutti bene, qualcuno un po’ meno, ma ancora bisogna capire. Non ci sono infortuni lunghi. Otoa oggi è sceso in campo, sta lavorando sulla caviglia. Vedremo quanto diminuirà il gonfiore e quanto dolore riuscirà a sopportare".
BALDANZI - "Baldanzi leggero? È leggerissimo (ride, ndr). È un ragazzo pensante, ma a dispetto del suo fisico è diventato un giocatore pesante. Nel senso che è un accentratore, ha personalità, non che prima non ne avesse, ma veniva da una città piccola ed era arrivato in una città grande, con molte pressioni e accanto a giocatori che hanno vinto ad alti livelli. Quella esperienza gli è servita per far uscire il suo carattere. Si è già fatto amici tutti, ma va forte in allenamento e non si risparmia. Attraverso il lavoro e il talento che ha avuto in dono sfoggia prestazioni come quella di domenica. Per essere la prima prestazione, penso sia stata importante. Sa accendere quell’atmosfera, quello stadio, attraverso la sua maniera di giocare e intendere il calcio. Non penso che ci volesse tanto a riconoscere che Baldanzi è un giocatore importante per una squadra come il Genoa. Penso sia evidente che ci dia soluzioni, che ci faccia fare un salto di qualità importante. La differenza poi la fanno l’attitudine, l’atteggiamento del giocatore e la disponibilità ad allenarsi. (...) Baldanzi, al di là di questa capacità di riconoscere spazio e tempo, ha un importante dinamismo, fa tanti chilometri a partita e si fa trovare sempre tra le linee cercando di coprire quelle avversarie. Quando perde palla, riaggredisce subito. C’è molto altro dietro un calciatore così. Sta vivendo una importante trasformazione che, spero e penso, lo porterà ad essere un centrocampista quasi unico nel nostro panorama calcistico. In Italia non ci sono tanti centrocampisti di quel tipo. Ognuno ha i suoi gusti: ad altri piacciono più centrocampisti strutturati o di corsa, o magari si possono alternare giocatori più fisici a giocatori così. Un giocatore come Baldanzi, che sappia fare la seconda punta, il trequartista e il centrocampista, credo sia abbastanza unico in Italia e sarò contento per lui se troverà continuità per poterlo dimostrare a tutti. Non dimentichiamoci che è stata solo la prima partita che ha fatto: non ci dobbiamo accontentare, lui non si deve accontentare e so già che non lo farà. Non abbiamo fatto niente e, di conseguenza, non ha fatto niente neppure lui".
BALDANZI E MESSIAS ASSIEME - "Non sono convinto che non sia la partita adatta. Ogni partita è adatta se hai giocatori buoni da mettere in campo, che quando c’è da tenere palla sanno tenerla, proteggerà e fare partire un contropiede e spezzare il ritmo degli avversari. Questi due giocatori, a discapito della loro immagine di giocatori offensivi e di qualità, quando li metti all’interno di un’organizzazione difensiva si sanno sacrificare e hanno capito cosa voglio da loro. Non si tratta di correre 14 chilometri come fanno Frendrup o Masini, ma occupare spazi dove vorrei che non passassero palle avversarie. Loro lo sanno fare. Devono stare bene entrambi per metterli perché non voglio entrare in campo e avere già la certezza di dover fare due cambi. Se ho la certezza di doverne fare uno, è una staffetta tra l’uno e l’altro. Questa è la lettura. La seconda lettura è chi si sposta a fare il sotto punta e chi rimane a fare la mezzala. A me piace mettere giocatori bravi e offensivi e giocare tante partite con due punte più Malinovskyi, Baldanzi, Messias non mi fa paura. Penso che sia la strada più vicina all’arrivare a fare gol e i numeri ci dicono che questa strada ripaga. In tante partite abbiamo fatto gol con Thorsby che si inseriva di testa. Ogni giocatore ha una sua chiave per andare a far male agli avversari, l’importante è che sia riconosciuta da tutta la squadra e che sia messa in atto una strategia funzionale a poter fare gol".
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