LAZIO - "Penso che già nella trasferta di Milano potevamo incappare negli stessi errori. Affrontavamo in trasferta una squadra in salute e molto forte, e siamo stati bravi a portare a casa il risultato finale e la prestazione. A Roma è stata la peggiore prestazione che abbiamo fatto. Penso che sia esperienza e conoscenza di sé stessi e dello stadio. Lo stadio è uno di quelli dove giocano grandi giocatori e la Lazio è una di queste al di là del momento che non è il migliore. Dobbiamo essere consapevoli che una squadra e un allenatore del genere possano ribaltare una situazione del genere. Intanto è un peccato giocare in uno stadio vuoto. E' un peccato vedere che i nostri tifosi non possano venire in trasferta. Pensavo fossero finite le giornate di punizione e invece ne è spuntata fuori un'altra. E' sempre una sconfitta di qualcuno che decide di non poter portare i protagonisti principali in uno stadio. A noi deve interessare il giusto e fare la nostra partita di calcio ma se pensassimo che la Lazio sia più debole sbaglieremo. Può essere uno svantaggio come può essere un vantaggio. Di sicuro è un dispiacere".
IL SUO GENOA - "Per quanto riguarda gli uomini in campo io faccio sempre una strategia pre-gara, che si riferisce a quello che penso incontreremo in campo. Se trovassimo una squadra che gioca in maniera simile al Bologna non sarei preoccupato a schierare una squadra simile. Anche se la gara contro il Bologna va analizzata bene. Ci sono state delle cose che non hanno funzionato ma nei primi 60 minuti non siamo stati massacrati. Dico le cose che penso in conferenza ma poi leggo delle ricostruzioni che non sono corrette. Il Bologna non ci ha massacrato nei primi 60 minuti. Detto ciò, la Lazio gioca in maniera diversa rispetto al Bologna. Difende più di reparto rispetto a uomo a uomo. Penso che cambieremo qualcosa ma in base a questo non perché contro il Bologna non abbiamo trovato gli spazi che volevamo. Anche se dopo 7-8 minuti avevamo trovato due occasioni per mandare il nostro attaccante a tu per tu con il portiere ma abbiamo sbagliato il passaggio".
BALDANZI - "Ricomincia la fase di riabilitazione perché ha avuto un piccolo infortunio a Roma e nel suo ultimo allenamento a Trigoria una piccola recidiva. Non è stata un'altra lesione ma un piccolo riacutizzarsi del suo problema. Non ho di preciso in testa quanti giorni serviranno ancora. Anche perché il dottore ci dà una data ma lui dice che si sente bene e vuole rientrare. Sicuramente l'atmosfera di domenica al 'Ferraris' non ha 'aiutato' a fargli avere la giusta cautela. Lui vorrebbe giocare già domani. Lo valuteremo di settimana in settimana. Non dovremo commettere errori stupidi per la voglia, per lui, di giocare e, per noi, di riaverlo in campo".
BIJLOW - "L'ho visto subito al centro della porta e della squadra. Si è preso le sue resposabilità e con i piedi non ha avuto paura. Sono contento della prestazione e sono contento dell'atteggiamento che ha nei confronti di questa nuova esperienza. Sta imparando l'italiano e si sta integrando bene. Non gioca due partite di seguito da tanto tempo Dovremo anche gestire i carichi di lavoro settimanali ma sono soddisfatto".
AMORIM - "Diego è un direttore molto moderno dal punto di vista della ricerca del giocatore, nell'analisi dei dati e nella vicinanza all'allenatore. Ma poi a volte fa questi exploit alla Sabatini che aveva il doppio orologio con i due fusi orari. Ha preso ed è andato a convincere il giocatore, società e procuratore perché abbiamo visto qualcosa di interessante in Amorim. E' un giocatore giovane, la reputo un'operazione intelligente. Penso che questa sia una sfida ambiziosa. Si potevano prendere altri giocatori che erano in uscita da tante squadre di Serie A e che avrebbero indossato la maglia del Genoa avendo tutto chiaro di quello che avrebbero potuto fare nel calcio italiano. Invece va premiato il talento e la grandezza. E' un giocatore che si deve adattare al nostro calcio ma se penso ad un giocatore che potrei allenare penso a lui. Se penso ad un giocatore che il Genoa possa far fruttare nei prossimi anni penso a lui per le sue qualità incredibile per giocare sempre testa alta e condurre palla. Volevo un centrocampista che fosse diverso dagli altri per dinamismo e geometrie".
MESSIAS - "Ne avevamo parlato anche prima che facesse questo exploit contro il Bologna, è uno che sai di dover centellinare col minutaggio. Quando entra, l’ha fatto a Udine, Parma e col Bologna, ci ha portato quattro punti. E' un giocatore diverso da tutti, se stesse bene probabilmente uscirebbe dal campo dieci minuti a partita, ma noi dobbiamo gestirlo per quella che è la realtà che conosce anche lui. Lui si sta mettendo a completa disposizione cercando di allenarsi il più possibile. Sappiamo che dobbiamo tenere il bilancino a metà tra allenarlo e giocare minuti in più, ma non farlo troppo rischiando che si faccia male. Penso che andando avanti con il tempo e trovando una stabilità, lui tornerà ad essere un giocatore abile e arruolabile per più tempo e più partite consecutive. Adesso siamo ancora in quella fase nella quale dobbiamo parlarci, chiedere come sta. La mia idea sarebbe quella di farlo partire dall’inizio domani, ma dobbiamo capire come sta e se dal primo minuto può avere dei contraccolpi o se siamo già convinti di avere un cambio assicurato perché così sarebbe. Oppure se a partita in corsa con distanze lunghe e avversari stanchi, lui possa essere più efficace come è stato con il Bologna".
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