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sosfanta squadra fiorentina Vanoli: “Ecco la diagnosi per Gosens! Quanti minuti ha Kean oggi, Parisi e ho un diamante grezzo”

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Vanoli: “Ecco la diagnosi per Gosens! Quanti minuti ha Kean oggi, Parisi e ho un diamante grezzo”

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La Fiorentina vince l'importantissima sfida in chiave salvezza contro la Cremonese: ecco le parole di Paolo Vanoli a DAZN e in conferenza.
Alessandro Cosattini

La Fiorentina vince l'importantissima sfida in chiave salvezza contro la Cremonese. Nel finale, si è però fermato Robin Gosens: trauma toracico posteriore per il tedesco, che ha preso una forte botta al costato e ha chiesto il cambio all'80'. Questa la prima diagnosi, è da considerare in dubbio per Conference League e Inter prima della sosta. ecco le parole di Paolo Vanoli a DAZN e in conferenza, riportate da firenzeviola.it. "Parisi MVP? Se lo merita, anche il gol, da tanto sta facendo bene. Gli mancava questo per coronare il periodo".

SUCCESSO - "Vittoria importante, 3 punti contro una diretta concorrente, si poteva fare molto meglio nella gestione quando eravamo in vantaggio. Siamo cresciuti, piano piano, c’è voluto tempo, abbiamo tanti margini di miglioramento. Questa partita dimostra che i ragazzi hanno fatto un ulteriore step, sappiamo che Firenze si merita molto di più ma questa è la nostra stagione e dobbiamo portarla in fondo. E abbiamo anche la Conference, ora andiamo in Polonia, dovremo essere bravi a recuperare le energie".


KEAN - "Moise abbiamo lavorato tanto per portarlo qui, gli ho risparmiato quei 7/8 minuti che volevo fargli fare. Siamo contenti di averlo recuperato, è importante".

PICCOLI - "Roberto ha qualità, è un diamante grezzo, deve migliorare tanto, ha potenzialità e piano piano sta crescendo. Ha fatto un gol da grande attaccante, questo deve fare. A volte si abbatte di testa ma ha potenzialità, deve avere la testa libera".

STOP GOSENS - "Gosens ha avuto un trauma toracico posteriore, Ranieri alla fine ha avuto dei crampi e a quel punto ho abbassato Brescianini da terzino".

FORTINI - "Se può recuperare? Sì. Ha avuto un fastidio e l'abbiamo lasciato a riposo per precauzione".

VITTORIA - "Quando si vince è facile parlare bene. Faccio i complimenti ai ragazzi perché era da tempo che vedevo una crescita dal punto di vista mentale e questa vittoria è una conferma. Siamo stati bravi a prepararla in tre giorni nel migliore dei modi, era una partita difficile perché con Djuric iniziano a mettere queste palle complicate da gestire. Ma abbiamo tenuto il nostro equilibrio e abbiamo fatto azioni importanti per segnare. Secondo me dobbiamo fare meglio nella gestione del risultato perché abbiamo continuato con lo stesso ritmo sul 3-0, dovevamo avere un po' più di pazienza. Anche chi è entrato voleva andare in avanti, però dobbiamo pensare anche al fatto che tra due giorni si gioca di nuovo. Bravo anche De Gea ad aiutarci sulle palle alte".

MOMENTO - "Dobbiamo stare piedi per terra perché l'obiettivo è ancora lontano, però stiamo interpretando meglio le partite. Mi spiace che a volte non riusciamo a raggiungere questi risultati in casa ma forse in trasferta siamo un po' più lucidi. Quando sei lì sotto bisogna aver la capacità di essere lucidi, questi ragazzi ci hanno provato. L'obiettivo principale è salvarsi anche se per una squadra come la Fiorentina è un obiettivo basso. Ora pensiamo al ritorno di Conference che sarà tosto perché stasera abbiamo sprecato tante energie".

TERZA RESURREZIONE - "Lasciamo fare le resurrezioni, io cosa voglio l'ho già detto...".

PREPARAZIONE MATCH - "Il di più non si può fare e bisogna avere l'intelligenza di capirlo. A volte questa squadra ha quello che si merita, ma anche in casa capire che il di più non si può fare è una grande cosa. A Udine era l'ultima partita di un ciclo e non eravamo pronti. Ora rigiochiamo in Conference e non devo tirare il collo a qualche giocatore. Da quando sono qua ci sono stati pochi giorni felici quindi ci siamo abituati. L'abbiamo preparata bene, stando insieme e riposandoci. Ora ci saranno 9 partite dure, con l'Inter torneremo dalla Polonia".

MODULO - "A quattro per me non era un problema della linea difensiva ma dell'attacco perché non sapevo chi mettere. Per questo ho ritardato. Poi Parisi ha mostrato il suo spirito d'adattamento e anche per me è stata una sorpresa. Solomon ci stava dando tanto prima dell'infortunio. Abbiamo lavorato per posizionarci al meglio nell'ultimo terzo e sono stati bravi a farlo. La squadra inizia a recepire".