sosfanta squadra fiorentina De Gea: “Eravamo morti, Vanoli ci ha riportati in vita! Kean è speciale, parlo tanto con lui e…”

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De Gea: “Eravamo morti, Vanoli ci ha riportati in vita! Kean è speciale, parlo tanto con lui e…”

Alessandro Cosattini
David De Gea si racconta alla Gazzetta dello Sport in questa sosta: ecco le parole del portiere della Fiorentina: “Quando andai per la prima volta con i grandi, all’Atletico, non parlavo se non mi facevano domande. Una volta nello...

David De Gea si racconta alla Gazzetta dello Sport in questa sosta: ecco le parole del portiere della Fiorentina: "Quando andai per la prima volta con i grandi, all’Atletico, non parlavo se non mi facevano domande. Una volta nello spogliatoio si avvertivano più rispetto e deferenza, ora c’è meno distanza tra giovani e “anziani”. Da quando ci sono i telefonini è più difficile parlare, io cerco di farlo coi ragazzi. Il calcio è più fisico e più tattico e un portiere deve sapere fare tutto".

FIORENTINA - "È stata una decisione facile. Dopo 12 anni di United avevo bisogno di staccare, così mi sono preso un anno per dedicarmi alla famiglia, agli amici: l’anno migliore della mia vita. Però ho continuato ad allenarmi con un preparatore, Craig, lui mi è stato molto vicino e ha fatto un grande lavoro con me. Ero sicuro di poter competere ancora ad alti livelli. Quando mi ha chiamato la Fiorentina ero pronto. La prima volta che sono entrato al Rocco B Commisso Viola Park sono rimasto a bocca aperta: non esistono tante strutture così in Europa".

RONALDO - "Cristiano ha qualcosa di speciale. Tutto è incredibile in lui: il modo in cui lavora e si prende cura di se stesso, l’alimentazione. Non si diventa il migliore per caso".

DIFFICOLTÀ STAGIONALI - "Non c’è una spiegazione. Siamo partiti male e ci siamo messi addosso tanta pressione. È stata dura anche per me, che per la prima volta mi sono trovato a lottare per la salvezza. I giovani hanno patito di più, in queste situazioni bisogna essere forti mentalmente. Anche io non sono stato al top, ma non mi sono abbattuto: lavorare è l’unico modo per uscirne. Il momento più difficile è stato a fine 2025, quando eravamo ultimi, non vincevamo una partita e le statistiche dicevano che nessuno nella nostra situazione si era mai salvato. Lì ero preoccupato: mi sentivo dentro un incubo. Ora però siamo migliorati in tanti aspetti e siamo ancora in corsa in Conference, ma dobbiamo continuare a lavorare duro".


VANOLI - "Sono arrivati nuovi giocatori che ci hanno dato energia ma va sottolineato il grande lavoro del tecnico. Eravamo morti, era una situazione disperata e Vanoli ci ha riportato in vita. E Paratici è molto presente: ama parlare con noi e seguire gli allenamenti. Sta facendo un grande lavoro. Ringrazio anche il dg Ferrari, la società e Goretti che mi sono stati vicini".

IO CAPITANO - "Vanoli ha parlato con Luca e con me, mi ha detto che essendo il più vecchio s’aspettava molto. Io ero pronto, avevo già fatto il capitano allo United. Con Ranieri ho un ottimo rapporto, è molto importante per la squadra. È uno dei capitani".

CONFERENCE - "Siamo concentrati sulla A ma dobbiamo crederci. Il Crystal Palace è forte e per me sarà bello tornare in Inghilterra. Vincere un trofeo sarebbe stupendo per i tifosi, possiamo farcela".

CONTRATTO - "Ho ancora due anni di contratto e qui sto bene, ma non è il momento di pensare al futuro. Voglio salvare la Fiorentina e dare il meglio in Conference".

KEAN - "Moise è un ragazzo speciale, parliamo tanto e cerco di aiutarlo. L’anno scorso ha fatto una grande stagione, la differenza tra un buon giocatore e un campione la fa la capacità di mantenere il rendimento constante negli anni, questa è la cosa più difficile ma penso che lui potrebbe essere in grado di farlo".