VARDY - "È giocatore, io dico così. Fa qualcosa di diverso rispetto ai giocatori normali. Ho avuto la fortuna di allenarne diversi, hanno quelle caratteristiche lì. Si assume le responsabilità, è sempre acceso. Purtroppo l'ho perso dopo la prima partita. Poi l'ho tolto perché ho sempre paura, lui non si risparmia, ha la mentalità inglese, pressa e gioca. Bisogna stare lì fino all'ultimo secondo, non ci sono altri obiettivi. Se vogliamo stare lì non ci sono alternative, le partite sono pesanti ma è giusto e normale che sia così. Dobbiamo essere caratterialmente forti, poi si tireranno le somme. È uno di quei giocatori, che fanno cose diverse dal normale. E non è banale, davanti lo senti. Qualcosa riesci a combinare. Un rientro molto importante per noi. Ho avuto molti attaccanti bravi, anche Quagliarella era così. La carriera di Vardy parla per lui, non giochi a quei livelli se non hai quel “profumo” lì. Mi dispiace averlo avuto solo a Parma e con la Lazio".
VANDEPUTTE - "Nella mia gestione ha sempre giocato. Lui è un po' centrocampista e un po' ala, uno che nello stretto ha qualità, in una squadra che ha bisogno di alzare lo spessore tecnico. Raccorda e finalizza. Lo ritengo un giocatore determinante, domenica scorsa non l'ho avuto per via di un problema familiare".
BIGLIETTO DI SOLA ANDATA - "C'era un biglietto di sola andata, ma ora abbiamo la possibilità di tornare. Bisognava vincere e detto così era semplice, ma ci sono stati contenuti di personalità e responsabilità, dimostrando di avere una reazione e di non abbandonarsi. La partita aveva un valore superiore ai tre punti in questo senso, volevo una risposta per crederci ancora, fino all'ultimo secondo dell'ultima partita. Sudandoci e sbattendoci, quelle cose necessarie per lottare per l'obiettivo".
GRASSI E BARBIERI - "La prova collettiva è stata fatta con serietà. Grassi per me sa stare bene in campo, ha buona tecnica, buone caratteristiche, ma deve crescere e migliorare psicologicamente parlando. Deve avere più autostima, sarebbe più forte di così. Glielo dico con affetto, è un ragazzo serio. Barbieri è generoso, ma dev’essere più ordinato: è un assaltatore di prima linea. Deve imparare a essere ordinato, a non “suicidarsi” nelle azioni offensive, ma è giovane e imparerà. Faremo chiudere la palestra del Centro Arvedi, la riempiremo di tanti palloni (sorride, ndr)! Il calcio si gioca con il pallone, il calcio non è bilanceri o cose così".
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