APPROCCIO - “L’approccio alla gara va messo sempre in discussione, così come il livello di attenzione, a prescindere dal fatto che si subisca gol o meno. Nel calcio ci sono regole non scritte che valgono sempre: l’avversario dev’essere più bravo di te per vincere una partita, bisogna saper annullare i gap con altri mezzi. Ripeto che dobbiamo pensare una partita alla volta. Domani siamo concentrati sul Cagliari, sapendo che è una partita molto importante, che ci misurerà, e tutte le energie devono essere orientate solo alla partita. Troveremo una squadra reduce da una settimana di ritiro, che sarà sostenuta dal pubblico e che in casa ha costruito parte del suo campionato. Per questo servirà una partita a tutto tondo da parte nostra”.
PALESTRA - “In Serie A può succedere di vivere momenti più positivi e altri meno, è successo anche alla Cremonese e dipende da tanti fattori. Alla fine anche un solo punto può fare la differenza e lo si va a cercare da diverse parti, ripercorrendo le partite giocate e pensando a cosa sarebbe stato con un risultato diverso. Palestra è un giocatore forte, esuberante e leggero. Se riuscirà a mantenere questo livello potrà essere un pilastro futuro della nazionale, dato che ne fa già parte”.
PAURA - “Non ci sono né tensione né paura, c’è la responsabilità: siamo tutti consapevoli che è una partita spartiacque e bisogna assumersi la responsabilità. Io preferisco un giocatore che sbaglia piuttosto di uno che non ci prova, così come preferisco un giocatore che si prende le responsabilità a uno che non se le prende”.
MODULO - “I moduli non esistono più, a livello di interpreti anche la formazione di partenza poteva essere un 3-5-2. Le squadre sono fluide, non riconoscibili, difendono in un modo e attaccano in un altro. Il sistema esiste solo quando si disegna sulla carta: con il Bologna abbiamo sbagliato noi e gli avversari sono stati bravi ad eludere la nostra pressione, volevamo fare una partita con piglio ma loro sono stati più abili. È una mia responsabilità, avremmo dovuto capire che in quel momento ci saremmo dovuti abbassare invece il Bologna ha preso coraggio. A me piace che la squadra cerchi di giocare, in questa occasione non siamo stati bravi per mia responsabilità: domani è un altro giorno e possiamo raccontare un’altra storia”.
AMBIENTE - “Aarrivo qui al centro sportivo alle 8 del mattino, torno a casa alle 20 e quello che percepisco è che qui si lavora, si cercano di fare le cose per bene. Non leggo ciò che c’è scritto sui giornali e non so cosa si percepisca in città, non per mancanza di rispetto ma perché non uso i social e penso solamente al campo senza farmi condizionare. Se il cammino della Cremonese fosse stato regolare tutti avrebbero avuto ben presente che adesso tutte le energie erano da rivolgere alla salvezza. A giugno la Cremonese è partita per salvarsi, poi ha fatto l’exploit e infine si è trovata coinvolta nella corsa”.
PAYERO - “Penso che sia un giocatore forte sul piano tecnico. Di solito gli argentini sono giocatori di temperamento, lui è atipico: se avesse anche temperamento sarebbe fortissimo, perché se a 20 anni giochi con la Nazionale Under 23 significa che sei uno dei migliori giocatori argentini della tua età. Ho parlato più con lui che con mia moglie da quando sono qui, gli ho detto che secondo me è un grande giocatore e deve andare a cercare quell’uno per fare trentuno. Io ho bisogno di quell’uno, perché da qui alla fine può determinare”.
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