Il nuovo tecnico della Cremonese Marco Giampaolo, arrivato dopo l'esonero di Davide Nicola, ha parlato nella conferenza stampa di presentazione.
Il nuovo tecnico della Cremonese Marco Giampaolo, arrivato dopo l'esonero di Davide Nicola, ha parlato nella conferenza stampa di presentazione. Intanto per La Gazzetta dello Sport giocherà così: "Innanzitutto sono quattro i giocatori che Giampaolo ha già allenato e conosce bene. Audero e Thorsby alla Sampdoria, Bonazzoli in blucerchiato e al Torino e Baschirotto a Lecce con cui l’anno passato ha centrato la salvezza. Il difensore rientrerà dopo la sosta e a Parma non sarà disponibile. Eccola la prima tegola di una difesa che sarà diversa nel modulo. Il tecnico abruzzese ha sempre usato la linea a quattro e questa è la prima e più profonda novità. Il modulo prediletto resta il 4-3-3, ma senza ortodossie. Pure il 4-2-3-1 e il 4-3-1-2 diventano opzioni potabili in una rosa comunque duttile. Payero, Maleh e Thorsby con Vandeputte dietro alle due punte è una delle strade percorribili. Davanti vanno verificate le condizioni di Vardy su cui c’è ottimismo, mentre galoppano le quotazioni di Okereke, al momento tra i più performanti. Ma quel che più conta è il segnale per continuare a sperare". Di seguito le sue dichiarazioni riportate da CuoreGrigiorosso.com.
GIOCO PIU' OFFENSIVO - "L’aspetto fisico è spesso subordinato all’aspetto tecnico. Quando la testa è pesante, le gambe sono pesanti. Dal punto di vista mentale, la squadra si è mostrata intraprendente con il paio di cose che ho proposto. Certo, viene da un periodo che toglie certezze. Come detto, ho chiesto coraggio: giocare le partite. Se voglio un gioco più offensivo di Nicola? L’ho detto, io voglio veder proporre qualcosa in campo. Certo, i giocatori sono stati scelti per soddisfare i pensieri di Davide, che saluto. Però penso sia fattibile fare anche qualcosa di diverso".
CAMBIAMENTI E DIFESA A 4 - "Siamo partiti gestendo i carichi di lavoro, perché si è giocato lunedì. Non abbiamo molti allenamenti a disposizione. Se dai troppe informazioni subito, rischi di perdere i fondamentali. I giocatori vanno messi a loro agio, rispettando le loro caratteristiche. Qualcosina abbiamo provato. Devo essere bravo a comunicare quell’attaccamento di cui parlavo prima, il resto lo devono mettere i giocatori. Voglio una squadra che giochi e non si lasci giocare dalle partite. Poi avremo tempo di lavorare due settimane".
FUTURO - "Salvezza e programmazione per l'anno prossimo? Il mio contratto è strutturato per fare entrambe le cose".
IMPRESA - "Io ho sempre parlato molto di identità con i miei giocatori, lo stimolo viene anche dalla storia della società. Quella della Cremonese è centenaria. Quando indossi questa maglia devi sentirne la responsabilità. La bandiera va sempre issata in alto. C’è sempre da pensare che si sta rappresentando una città. In campo si sbaglia, ma va sempre dato il 100%. Simoni è riuscito nell’impresa moltissimi anni fa, qualche volta scambio qualche messaggio con il figlio, con cui è rimasto un rapporto".