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sosfanta squadra como Fabregas: “Perrone si è rotto il naso ma sicuramente può giocare! A me piace inventare, come con Vojvoda”

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Fabregas: “Perrone si è rotto il naso ma sicuramente può giocare! A me piace inventare, come con Vojvoda”

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Cesc Fabregas presenta la sfida contro il Verona di domenica: ecco le parole dell'allenatore del Como in conferenza, sui singoli e non soltanto.
Alessandro Cosattini

Cesc Fabregas presenta la sfida contro il Verona di domenica: ecco le parole dell'allenatore del Como in conferenza, riportate da TMW.

PERRONE - "Sì, si è rotto il naso contro il Napoli, si è allenato con la maschera ieri. Si sente bene, ma sicuramente può giocare. Dovrà essere operato dopo".


SENSO DI FAMIGLIA - "Io un padre per i giocatori? Ne abbiamo già parlato alcune volte, il mio lavoro è per la gioventù, ma questo non vuole dire che dobbiamo essere più o meno esigenti. Però penso che noi siamo molto esigenti negli allenamenti e si meritano anche di riposare. Il riposo come lo vedo io è mentale, fare cose che normalmente non puoi fare. Sì, cinque giocatori hanno fatto un piccolo viaggio insieme. Se stanno bene fuori, meglio potranno fare in campo. Penso che pure Sergi Roberto e Goldaniga siano andati via insieme, non so dove. C'è un bel ambiente, ma chi viene via da qui e vede i ragazzi respira un'atmosfera sana. Se si potrebbe fare anche in una grande città? Questa è una cultura che si deve portare col tempo, facendo tantissime cose insieme, abituandoci a fare determinate cose. Da giocatore qui sentivo che dovesse cambiare qualcosina ma sentivo un ambiente incredibile, con Cerri e gli altri... poi quando le cose non vanno bene bisogna dirlo. Quando si è troppo amici alle volte non lo dici, ma io sono tranquillo. C'è un ambiente molto positivo".

UN MESE AL MONDIALE - "Se lo avvertiamo? Non tanto adesso ma un mese fa. Ho sentito qualcosa nell'ultima sosta, per le ultime convocazioni, magari Jean Butez si aspettava di andare e non è successo, è rimasto deluso. Van der Brempt era nelle pre-convocazioni, Baturina è andato... loro penso che sono già intelligenti e consapevoli che quanto meglio fanno qua, più opportunità avranno per andare in Nazionale. Dipende da loro, non solo da noi. Ma adesso non sento niente, i ragazzi sono focalizzati su queste due settimane che mancano".

ROSA PER EUROPA - "Numericamente mancano due punti, siamo molto vicini all'Europa sì, ma bisogna fare quel pezzettino in più. Speriamo che accada, sì. Sicuramente servirà fare una squadra molto forte, corta, poi a gennaio c'è sempre la carta bianca da usare, anche se quest'anno non l'abbiamo fatto. Io preferisco iniziare meno, con tanta forza, due per ruolo, dopo a gennaio vediamo dove siamo e quanto si potrà spingere. Io penso sia importante mantenere la competitività e l'unione. Per il gruppo vero che essendo egoista da allenatore con 30 giocatori sarebbe top, ma per l'ambiente è peggio. Ci sono 10-15 giocatori che non giocano mai. Si incazzano. Si può entrare in un periodo più difficile. Non mi piace, l'ho vissuto come giocatore. Si deve inventare, come Vojvoda alto e da esterno che ha giocato mille partite. La penso così, però manca tanto".

ORARIO - "La gara delle 12:30 non mi piace tanto. Tre ore prima si mangia. Quando si gioca alle 15 si fa attivazione la mattina, i giocatori fanno stretching, mobilità, due contro due e dopo si mangia e si riposa. Se si gioca la sera, riposo".

ITALIANI NELLE GIOVANILI DEL COMO - "Sono molto contento. Quando usiamo tutti questi ragazzi mi sembra che ci sia valore. Soprattutto vedo U17 e Primavera, se possibile verrà con noi Cassano dell'U17, è venuto ad allenarsi con noi in settimana e ci è piaciuto molto. Per spunti positivi. Mi ha regalato grandissime soddisfazioni, è un playmaker, ieri ha fatto la partita con noi e Perrone era col naso rotto. Under 17 gioca i playoff e mi spiace, ma se posso portarlo lo faccio. Non posso dire sia pronto, ma capisce il calcio che vogliamo portare qua. Tantissimi ragazzi si allenano con noi in settimana, ma quando vediamo un giocatore che risalta noi siamo aperti. Lui è di Como poi".

VERONA GIÀ RETROCESSO - "Sì, però c'è dignità. Nessuno vuole perdere una partita per perderla. Sei triste e dispiaciuto perché sei retrocesso ma nessuno ci regala niente. In un blocco basso con la Juventus hanno creato contropiedi, poi si sono difesi tutta la partita. Noi dobbiamo essere preparati ad una partita simile di settimana scorsa. Oggi fare un gol a un blocco basso è la cosa più difficile. Dobbiamo avere fame, di prestazione e di fare gol. Bisogna andare positivi, ma se andiamo al campo pensando sia una partita facile...".

ARSENAL IN FINALE CL DOPO 20 ANNI - "Quella sconfitta mi ha fatto imparare molto dopo. Allora avevo 19 anni, era la prima volta e dopo ci sarebbe stato il mio primo Mondiale. Quella partita sono andato via e ho detto: 'Wow, che soddisfazione giocare una finale di Champions. Sicuramente la vincerò perché sono giovane'. Passano gli anni e mi ritiro, è l'unica cosa che non ho mai vinto. Ci sono dei rimpianti, ti fa vedere che nel calcio - come nella vita - si deve lottare. Se aspetti troppo poi non arriva mai. Un ko che mi ha fatto imparare, anche se avrei preferito vincerla. Ma le sconfitte ti fanno crescere e migliorare. C'è un'analogia con la semifinale di Coppa Italia con l'Inter? Niente è detto nel calcio, come nella vita. L'Arsenal può vincere il Doblete, ma può anche non vincere niente. Allora sarebbe un fallimento? Per una partita, un gol? Io non la vedo così. Per me loro stanno facendo una grandissima stagione, Arteta anche. Stagione della madonna".