NAZIONALI - "Abbiamo lavorato bene, i ragazzi sono tornati e si sono messi a disposizione. Ho visto tutte le partite dei nostri giocatori in tv, sono molto contento perché praticamente sono entrati tutti. Mi piace che mostrino qualcosa di diverso con altre squadre, con altri CT. Contento di Baturina e Nico Paz, Diao è tornato con il Senegal e ha giocato una mezza partita per riprendere condizione. Adesso focus su di noi, le nazionali le rimandiamo".
GIOVANILI - "Io qua, noi come società, non siamo qui per dare lezioni a nessuno. Noi guardiamo quello che noi vogliamo fare, per arrivare al futuro che sogniamo. Osian Roberts gestisce benissimo e con voglia e molto bene la struttura dell'Accademia. L'obiettivo numero uno? Quanti più giocatori possano arrivare in prima squadra in futuro. Così bisogna iniziare dalle Under 8 ad esempio, dove gioca anche mio figlio, di crescere in una maniera diversa, con tecnica e personalità, fare la differenza. Non solo a 23 anni, ma a 7-8 anni in un'altra maniera. Quando vado a vedere mio figlio c'è gente presente da tanti anni e che si fosse perso quel qualcosa. Si era persa la strada. Mantengo tante conversazioni di questo, mi piace molto questo. Diamo coraggio al giocatori, divertendosi in una maniera più specifica. Non è possibile che tutti arrivino, ma 1-2-3% magari sì. È un progetto molto importante per noi, vogliamo sostenerlo con grandissima attenzione. Non abbiamo paura di perdere, della sconfitta, sappiamo qual è la strada. Capisco che noi non abbiamo tanti italiani, capisco quello che si dice, ma noi siamo partiti in prima squadra due anni fa con tantissimi italiani, Goldaniga quello che ha giocato di più l'anno scorso. Tutti dobbiamo fare la nostra scelta nel momento giusto. Noi siamo molto giovani, iniziamo da zero due anni fa, siamo in un'altra fase".
RICAMBI NEI TERZINI - "No, non è studiato. Mi piace la relazione dei giocatori, Moreno-Jesus Rodriguez si intendono bene, parlano la stessa lingua, hanno più intesa. Smolcic-Van der Brempt hanno altre caratteristiche in altre partite. Però mi fido tanto delle relazioni con i giocatori".
ARTETA - "Prima di iniziare con la prima squadra ho chiacchierato con Arteta, gli ho detto che non sapevo se fossi preparato. Lui mi ha detto: 'Siamo talmente competitivi, anche se non sei pronto, la tua competizione ti spinge a trovare soluzioni, visione'. E gli do ragione due anni dopo. Il mio staff mi ha aiutato con i consigli, ma alla fine sono io che devo parlare, gestire, devo sentirlo dentro. Ma un allenatore deve essere pronto".
ITALIA - "Giocatori della Nazionale Italiana che mi piacciono? Ovviamente sì. Giocano alla Juve, all'Inter... Palestra ovviamente mi piace, Locatelli mi è sempre piaciuto. È ingiusto dire solo due nomi, se giocano lì è perché sono bravi. Come allenatore a me piacciono tanti giocatori italiani. Per Palestra però vai e lo chiedi, ma vogliono 40 milioni. Però tutti sono grandi giocatori".
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