RIVINCITA - "Per me era molto importante. Anche portare i ragazzi giovani, con fame. Non è solo il vincere, ma valorizzare i giocatori, creare uno stile di gioco e valorizzare una cultura. È molto più complesso, bisogna fare il 'tic' in tanti box. Grazie alla disponibilità di tutti i ragazzi ci siamo riusciti, sono cresciuti tantissimo. Quando si riesce tutti insieme c'è soddisfazione, ma noi vogliamo sempre di più. Questo lavoro ti consuma, quando vinci e quando perdi, non c'è mai una soddisfazione assoluta. Questo lavoro dopo 2-3-4 anni normale che un allenatore si voglia fermare, è molto pesante. Come dividi famiglia e lavoro, alla fine dimentichi la tua famiglia e ci sono tanti allenatori che non vedono i loro figli crescere. Tutto si mette in un sacco e dopo vediamo dove si arriva. I ragazzi mi danno tutto, i tifosi anche... a inizio stagione abbiamo un obiettivo, però poi dobbiamo vedere quanto loro possano rendere fino alla fine stagione. L'importante è arrivare con tantissimo da giocarsi alla fine. Le ultime 3 stagioni l'abbiamo conseguito".
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