STOP - "Morata non lo so ancora, con Kempf dobbiamo stare attenti. Sta bene, ma da tempo ha un problemino al fianco. Niente di grave con lui, abbiamo un grandissimo centrale in panca (Diego Carlos, ndr) e non vogliamo rischiare. Kempf non l'ho ancora visto, non ho parlato con il dottore. Ad ogni modo grande partita contro una squadra che si vuole giocare la vita, ma bravi i ragazzi, con la rimonta che non era facile. Un errore individuale ti cambia un po' tutto il piano gara, avevamo preparato la partita a 4, poi con un cambio da parte degli avversari a 5 abbiamo mutato ancora. Ma sono soddisfatto dei ragazzi, reazione matura, reazione di squadra".
PROVE DEI SINGOLI - "Tutti però. L'errore che ha fatto Ramon, ma si è ripreso benissimo. Alberto Moreno ha fatto una partita incredibile, il ritorno di Diao che in 10 minuti si è visto, 11 mesi senza di lui ci è mancato tanto, speriamo di riportarlo nella forma migliore. Van der Brempt nella forma migliore, Da Cunha e Caqueret ma anche Perrone da grandissima partita. Douvikas fa il lavoro che deve fare, fatto un gran gol in contropiede. Tante cose positive, sono soddisfatto in generale ma pensiamo alla prossima e mancano 72 ore".
RODRIGUEZ - "Jesus Rodriguez? Sono soddisfatto. Io un figlio di 22 anni non me lo immagino a giocare davanti a 40mila persone con il Betis. È un bambino, bisogna lasciare i suoi spazi, ma io sono qua per mettere la faccia per loro. Lo abbiamo portato qua perché in futuro farà una grandissima differenza, come Perrone l'anno scorso. La cosa più importante è il valore che gli dai, poi servono mesi o anni magari. Io sono qui con pazienza e per trovare il momento giusto. Il resto non mi interessa. Voglio convincere i ragazzi, poi se si sbaglia comunque si impara. E guardiamo in avanti. Rodriguez ha 20 anni, ha ancora bisogno di dare la mano alla mamma sul lago (sorride, ndr). È felice per il gol, attenzione. Nessun dubbio comunque, Rodriguez può diventare pazzesco, credo tantissimo in lui. Fa cose diverse, che non si vedono oggi: è giovanissimo, più fa e più diventerà forte. Lui è un giocatore che arriverà ad alti livelli, sono convinto”.
LOTTA SALVEZZA - "Situazione difficile quando sei là sotto. È un po' che alleno, ma bisogna giocare come ci si allena. Noi l'anno scorso sentivamo che si diceva che c'era chi veniva qui contro una squadra piccola, in uno stadio vecchio, anche con il Napoli e senza Anguissa. Un anno dopo le squadre ti trattano diversamente. Qua non viene nessuno a vedere cosa succede. Non è facile parlare sempre di salvezza, non è giusto nemmeno. Ma Di Francesco è un grandissimo allenatore, quand'era al Venezia faceva cose interessanti. Alla Roma giocavano molto bene con lui allenatore. Lecce squadra che lotta ed è convinta di quel che fa".
ANCORA SU MORATA - "Con Morata non sappiamo cosa sia successo, non sapevo nemmeno che fosse un infortunio che non gli avrebbe permesso di rientrare in campo. Pensavo fosse solo un colpo alla gamba. Ora devo parlare con i medici".
NOI DA CHAMPIONS? - "Ho sempre detto la stessa cosa, ci sono momenti e piani, siamo in continua crescita, ma non possiamo diventare subito lì per i soldi spesi… Non sono solo i soldi, un anno e mezzo fa eravamo in Serie B. L’anno scorso per 6/7 mesi abbiamo sofferto tanto, poi siamo migliorati, ci sono alti e bassi, è normale. Stiamo crescendo comunque, non si può sottovalutare quanto fatto. Addai infortunato, Sergi Roberto, Morata, Kuhn, Diao, Goldaniga, hanno giocato tutti pochissimo questi. Complimenti a chi c’è sempre stato che ha giocato tanto, 16/17 giocatori. Vogliamo rispettare i piani facendo le prestazioni. Non è solo la vittoria, è l’identità che vogliamo creare".
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