MORATA - “Io sono un allenatore che guarda partita dopo partita, non mi aspetto niente perché non guardo a quello che succede 5 giorni dopo. Tutte le squadre del mondo hanno momenti difficili e dove la critica è maggiore, per i giocatori è uguale: per Alvaro è la stessa cosa, chi è più preparato per giocare gioca. Abbiamo fatto tutta la stagione con 3 centrali difensivi, ci siamo dovuti adattare tante volte a delle difficoltà per assenze o infortuni. Dobbiamo essere sempre bravi a criticare nel modo giusto, io provo a farlo e a essere coerente. Adesso non è il momento di sperimentare, chi è pronto e motivato va in campo. Sono contento, praticamente tutti sono sul pezzo: ieri abbiamo fatto una cena di squadra e mi è sembrato che il gruppo abbia le idee molto chiare”.
SCONFITTA CONTRO L'INTER - “Mi lascio andare per le emozioni che ci sono durante la partita, quella di martedì è stata la notte dove ho dormito meglio tra tutte le sconfitte che abbiamo avuto. Ho dormito sereno perché la nostra prestazione l’ha vista tutto il mondo, tutti hanno visto le occasioni che abbiamo avuto. Dopo il Sassuolo praticamente non ho chiuso occhio, ma abbiamo messo in difficoltà l’Inter in due partite e i ragazzi mi hanno dato tutto, ancora una volta. Mi dimostrano sempre che faccio bene a fidarmi di loro, adesso mancano cinque finali come lo era stato l’anno scorso”.
CRESCITA - “La squadra dimostra sempre identità, può creare problemi a tutti i tipi di squadra. Ovviamente il risultato è importante, in questo momento secondo me manca ancora tanto per avvicinarci al livello, ad esempio, dell'Inter. Continuiamo per la nostra strada".
LA PARTITA DI DOMANI - “Mi aspetto un Genoa aggressivo, faranno il tipo di partita che disputano solitamente in casa. Amorim mi sembra un giocatore fantastico e Baldanzi ha giocato titolare diverse volte nella Roma, a un livello molto alto. Hanno attaccanti fortissimi, la panchina è valida e i principi portati da De Rossi sono chiarissimi. Secondo me sono un’ottima squadra, ripeto, da prime dieci in classifica".
SOSTITUZIONI CONTRO L'INTER - “Io volevo vincere nei novanta minuti, abbiamo spinto per fare lo 0-3. Penso che il cambio di Diao sia stato giusto, ha messo in difficoltà Acerbi e ha avuto la palla dell’1-3. È normale che l’Inter ti chiude nell’ultima mezz’ora, ma noi abbiamo avuto le occasioni per andare in finale. È stato più merito loro che demerito nostro l’assalto finale e il fatto che ci abbiano chiuso in difesa, abbiamo finito la partita con sette Under 23 in campo e questa è la nostra strada. Io sono molto sereno, penso che il campo abbia parlato di un Como che è stato protagonista e la differenza l’hanno fatta anche piccoli dettagli, come gli episodi tra Douvikas e Acerbi ad esempio. So che abbiamo dato il massimo, siamo stati competitivi e abbiamo lottato fino alla fine, senza fare drammi per la sconfitta”.
DE ROSSI - “Daniele mi piace molto e mi piace come fa giocare la sua squadra, vedo il Genoa e dico “qua c’è lavoro”. Lo vedevo anche alla Roma, ho parlato con lui qualche volta e lo ammiro tantissimo come lo ammiravo da giocatore, era super intelligente e sapeva sempre ciò che c'era da fare. Già alla SPAL si vedevano delle cose secondo me: Daniele farà una grandissima carriera, non necessariamente in Italia”.
TENSIONE PER I GIOCATORI - “Qualcuno si e qualcuno no. L’anno scorso, in questo periodo, davo tutte le settimane tre giorni liberi, non c’è una ragione per vincere o no. Io voglio giocatori giovani che lasciano la vita ogni allenamento e che spingono al massimo per il Como: noi siamo questi, qualcuno sente più di altri il fatto di lottare per qualcosa di importante, anche perché per loro è la prima volta dato che sono ai primi anni da professionisti. A volte sono più educatore che allenatore, oggi un allenatore deve saper fare tutto: un tecnico che parla solo di tattica è un cattivo allenatore. Adesso non dobbiamo mollare, proviamo ad arrivare più in alto possibile”.
VOCI SUL CHELSEA - “Non devo dire niente, perché non ho sentito niente del presidente: voi dite così, io non so nulla al riguardo. Sarebbe stupido adesso pensare a cose che non sono importanti, perché questo non è importante per me: la cosa più importante è il Genoa, la prossima partita e noi vogliamo fare tutto per vincere. Penso che continuerò a essere allenatore del Como: la mia esperienza come giocatore mi fa stare tranquillo”.
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