BREMER - "Con Bremer abbiamo giocato un po’ la partita. Gli parlavo anche in portoghese, gli dicevo “oggi ti mangio”, e lui rispondeva allo stesso modo. Ma è tutto dentro la partita. Ci siamo saltati addosso, ma senza cattiveria, solo dialogo di campo tra grandi calciatori e grandi professionisti. È una conversazione che nasce durante la partita, considerando anche la struttura fisica: uno è alto un metro e novanta, l’altro un metro e novantacinque".
SEMPRE RISPETTO - "A me non piace perdere. Quando sto perdendo divento forte anche in allenamento. Questo mi fa migliorare e fa migliorare anche gli altri. Però sempre con rispetto: che sia Pavoletti o Cavuoti, il rispetto non deve mai mancare".
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