DE ZERBI - "Ho capito che devi prestare massima attenzione ai dettagli. Dal primo controllo al passaggio successivo, fino a quando la palla si trova dall'altra parte del campo. È come quando guidi. Devi essere tre passi avanti, nel caso in cui succeda qualcosa, e devi essere pronto a prendere una decisione intelligente. A volte in allenamento mi annoiavo un po' perché la fase di costruzione su cui lavoravamo si concentrava principalmente sui difensori e sui centrocampisti, per far arrivare la palla a noi attaccanti. Rimanevi in piedi sotto il sole cocente per qualche ora. Ma in un certo senso questo allena il cervello a rimanere concentrato a prescindere da ciò che accade nella partita. Potresti vedere la palla una volta ogni 10 o 15 minuti, ma quando ti arriva devi essere decisivo o devi inventare qualcosa e creare. Gli allenamenti erano stancanti, da morire. Ci svegliavamo alle quattro del mattino, andavamo a correre nel bosco, al freddo. Avevamo delle torce per vedere al buio. E poi ancora circuiti, sprint in salita. Non avevo mai visto niente di simile nella mia carriera".
OBIETTIVO - "Arrivare a giocare in un top club di Premier in futuro".
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