BAYERN - "Ci aspettavamo che loro ci potessero mettere in difficoltà, con i loro giocatori forti davanti e con gli attacchi della profondità. Al di là di studiata bene o male, credo che ci siano valori in campo che fanno la differenza. Accettiamo le loro qualità e la loro forza. Siamo arrivati fino a qui perché abbiamo avuto questa mentalità e non lo cambieremo: non difenderemo a zona. Accettiamo il risultato e o si vince o si impara. Non ho mai visto giocatori con queste qualità, davvero mi hanno impressionato. La davano sempre sul piede giusto e con la velocità giusta. Ti puoi mettere basso, ma ti fanno male lo stesso. Abbiamo 4 assenze importanti: avevamo pochi giocatori in avanti e preferito continuare quello che avevamo fatto con L'Udinese. Non siamo mai riusciti a ripartire, avevano una riaggressione che ti recuperavano subito palla. Se noi siamo arrivati fin qui è perché con questa mentalità abbiamo battuto Chelsea e Borussia. Al di là dei sistemi, la differenza la fanno i giocatori".
FORMAZIONE - "Se la riproporrei? Le rispondo con assoluta fermezza: sì, con il senno di poi riproporrei esattamente le stesse scelte. La decisione di partire con un assetto tattico improntato sul 4-4-2 o 4-2-3-1, con due punte di peso, è figlia di due fattori cruciali. In primo luogo, avevamo chiuso benissimo l'ultima gara di campionato contro l'Udinese adottando proprio questo schema, che si incastrava bene per andare a prendere i riferimenti del loro 4-2-3-1. In secondo luogo, non dobbiamo assolutamente dimenticare l'emergenza con cui ci siamo presentati a questo appuntamento: avevamo tantissime assenze pesanti. Davanti ci mancavano elementi di raccordo e qualità come De Ketelaere e Raspadori, eravamo molto corti. Ho quindi cercato di mettere Krstovic e Scamacca insieme per dare maggior peso e profondità all'attacco. In mezzo e dietro, inoltre, pagavamo le defezioni pesantissime di Ederson e Scalvini. Nel secondo tempo ho anche provato a ripristinare il nostro consueto sistema di gioco a tre, ma l'inerzia non è affatto cambiata. Questo dimostra che il problema non è mai il modulo o la lavagna tattica: il divario è dettato esclusivamente dai valori assoluti espressi in campo, che oggi si sono rivelati nettamente superiori ai nostri. Dobbiamo solo accettarlo", riporta TuttoAtalanta.
LEZIONE - "Ci ha fornito innumerevoli spunti di riflessione e di studio. In questi pochi giorni a disposizione per preparare la partita, avevamo sezionato il Bayern al video. Abbiamo analizzato le loro ultime dodici gare, notando un dato schiacciante: tutte le squadre che hanno provato a difendersi con un blocco basso, portandoseli sistematicamente in casa, hanno perso e sono state letteralmente stritolate. Hanno individualità talmente forti nell'uno contro uno che, se gli concedi il limite dell'area, ti fanno a fette. L'alternativa era andarli a prendere alti, accettando il rischio enorme che potessero attaccarci la profondità. Abbiamo scelto coraggiosamente questa seconda strategia, soprattutto nel primo tempo, perché è l'identità che ci ha condotto fin qui, permettendoci di battere squadre come Chelsea, Borussia Dortmund ed Eintracht. Il nostro credo non si discute. Cosa impariamo? Che contro questi alieni devi rasentare la perfezione nei minimi dettagli. Sul primo gol subìto da palla inattiva, ad esempio, ci è mancata comunicazione e dovevamo essere più attenti. Sono frazioni di secondo che a questi livelli paghi a carissimo prezzo. Sotto il profilo morale, questa sconfitta non deve in alcun modo scalfire le nostre certezze. Certo, incassare sei reti nel nostro stadio ci fa malissimo e nessuno di noi nasconde che questa sarà una notte pesante e insonne da smaltire. Ma ho un gruppo di uomini veri, che ha sempre reagito colpo su colpo alle cadute. Nello spogliatoio ho detto loro di alzare immediatamente la testa, di recuperare ogni stilla di energia e di sintonizzare sùbito i radar sul campionato. Non avevamo la presunzione di arrivare in finale di Champions League: essere qui era un sogno magnifico che abbiamo vissuto a occhi aperti. La nostra vera realtà e i nostri obiettivi concreti si chiamano Serie A e Coppa Italia, due competizioni in cui siamo ancora pienamente in corsa e protagonisti. Onoreremo la gara di ritorno a Monaco, ma ora il focus è l'Inter".
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