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Nicola: “Che prova Belotti: non era uno scherzo! Cosa c’è dietro a questo Zaza”

Alessandro Cosattini

Dopo la clamorosa vittoria in rimonta contro il Sassuolo, l’allenatore del Torino Davide Nicola ha parlato a Sky Sport e in conferenza stampa della prova dei suoi. Queste le dichiarazioni riportate da ToroNews: [adv] SUCCESSO – “Una...

Dopo la clamorosa vittoria in rimonta contro il Sassuolo, l'allenatore del Torino Davide Nicola ha parlato a Sky Sport e in conferenza stampa della prova dei suoi. Queste le dichiarazioni riportate da ToroNews:

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SUCCESSO - “Una vittoria rocambolesca per come è arrivata. Ma dico la verità: nel primo tempo siamo stati polli sui gol subiti ma non stavamo facendo male. Siamo riusciti a togliere il possesso palla al Sassuolo creando otto occasioni. Il punto è che questa squadra deve credere di più nelle qualità che ha e si può fare solo gettando il cuore oltre l’ostacolo e rischiando. Se non rischi, in maniera oculata, non vinci le partite”.

COLLOQUI - “I colloqui tra me e i giocatori rimangono privati nelle parole, ma nella sostanza semplicemente noi cerchiamo di attuare quello che prepariamo e il cerchio serve per capire se siamo stati coerenti con quello che abbiamo preparato in settimana. Zaza? Lo reputo importante per il Torino, lo era quando ha giocato sei volte di fila e lo è quando entra. Si pensa che sia importante solo quando fa doppietta, ma lo è sempre”.

BELOTTI E BREMER - “Sono contento per Belotti, che ha fatto una prova generosa: arrivare dopo venti giorni di Covid non è uno scherzo. Bremer ha fatto una partita incredibile con l’Inter, oggi ha pagato un po’ dazio, noi dobbiamo recuperare tutti. Noi oggi abbiamo fatto una partita in cui abbiamo alternato più strategie: i ragazzi hanno dimostrato che è possibile togliere la palla al Sassuolo, che si possono fare tutti questi tiri in porta e 22 cross, che è possibile ribaltare una partita così”.


ZAZA - “Lui lo sa che io ho fiducia in lui e sono coerente. Questo è sicuramente un ambiente in cui c’è la voglia di vedere la squadra fare sempre bene, ma io sono arrivato in un momento particolare: posso rimanere qui un giorno, un mese o un anno, ma voglio far capire alla squadra che non bisogna rimanere schiavi delle cose che ci girano intorno. Non c’è solo Zaza da tenere sulla corda, io non devo motivare Simone Zaza, è motivato da solo. Noi dobbiamo lavorare sullo staccarci da ciò che pensa l’ambiente, dobbiamo capire che non dobbiamo essere schiavi dei risultati. Già con l’Inter Zaza era entrato bene dimostrando di voler aiutare la squadra per la salvezza. A me interessa soprattutto questo, non se un attaccante entra, fa due gol e per questo viene valutato bene da fuori”.

PIÙ MODULI - “Noi abbiamo cambiato già altre volte il sistema di gioco, come la prima a Benevento. Ovvio che quando si conoscono le caratteristiche dei giocatori si cerca di collocarli nei loro ruoli più idonei. Da un 3-5-2 la squadra la si può modificare con un trequartista e per poter in qualche modo supportare più attaccanti si può passare ad un 4-4-2 o ad un 4-3-1-2. Oggi abbiamo fatto questo, inserendo Verdi e Gojak passando ad un 4-4-2 poi via via modificando cercando di avere sempre gli equilibri anche se potevi rischiare qualche ripartenza ma non c’era altro modo se non cercare fino in fondo la vittoria“.