ZAZA - “Lui lo sa che io ho fiducia in lui e sono coerente. Questo è sicuramente un ambiente in cui c’è la voglia di vedere la squadra fare sempre bene, ma io sono arrivato in un momento particolare: posso rimanere qui un giorno, un mese o un anno, ma voglio far capire alla squadra che non bisogna rimanere schiavi delle cose che ci girano intorno. Non c’è solo Zaza da tenere sulla corda, io non devo motivare Simone Zaza, è motivato da solo. Noi dobbiamo lavorare sullo staccarci da ciò che pensa l’ambiente, dobbiamo capire che non dobbiamo essere schiavi dei risultati. Già con l’Inter Zaza era entrato bene dimostrando di voler aiutare la squadra per la salvezza. A me interessa soprattutto questo, non se un attaccante entra, fa due gol e per questo viene valutato bene da fuori”.
PIÙ MODULI - “Noi abbiamo cambiato già altre volte il sistema di gioco, come la prima a Benevento. Ovvio che quando si conoscono le caratteristiche dei giocatori si cerca di collocarli nei loro ruoli più idonei. Da un 3-5-2 la squadra la si può modificare con un trequartista e per poter in qualche modo supportare più attaccanti si può passare ad un 4-4-2 o ad un 4-3-1-2. Oggi abbiamo fatto questo, inserendo Verdi e Gojak passando ad un 4-4-2 poi via via modificando cercando di avere sempre gli equilibri anche se potevi rischiare qualche ripartenza ma non c’era altro modo se non cercare fino in fondo la vittoria“.
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