SPOGLIATOIO - "Sono momenti sempre preziosi. Avevamo la necessità di confrontarci. Ci siamo detti che, per vincere davvero, avremmo dovuto cambiare la marcia e accelerare. Le delusioni in nazionale devono trasformarsi in carica supplementare per conquistare lo scudetto. Vincere è l'obiettivo che abbiamo in testa sin dall'inizio della stagione. Sono stato accolto al meglio e non è stato difficile integrarsi. Vero che lo scorso anno ho avuto alcuni problemi, non con i miei compagni però. Veniamo da tante nazioni diverse, ma sembra di essere in una famiglia".
PROTAGONISTA - "Dopo una prima stagione in cui non avevo dimostrato il meglio di me, ho capito che avrei dovuto correggere qualcosa, sia sotto l’aspetto fisco sia sotto quello mentale. Ho cominciato io e poi ho trovato un nuovo staff che ha saputo valorizzare le mie qualità".
INZAGHI E CHIVU - "In realtà, ho avuto un gran rapporto anche con Inzaghi. È stato tra quelli che mi hanno voluto qui. Mi dispiace non aver potuto dare il mio contributo. Ma è stata comunque una stagione fantastica. La finale di Champions è andata male, ma raggiungerla è qualcosa di unico. Su Chivu posso dire che per me è una persona speciale. Quando è arrivato, ero ancora infortunato: mi ha parlato, mi ha dato fiducia, facendomi capire di voler puntare su di me. Ho lavorato per recuperare il prima possibile. Lui conosceva le mie doti, ma voleva vederle in ogni allenamento. Sono contento che sia diventato l’allenatore dell’Inter".
RUOLO - "Regista? Era già capitato l’anno scorso, ma non ero convinto. Adesso, invece, ho messo da parte lamentele e fastidi. È stato fondamentale cambiare approccio mentale. Mi sono detto: “Ho i piedi, la tecnica, la visione di gioco, quindi non c'è niente che mi spaventi”. E così è stato. La posizione preferita, però, resta quella di mezz’ala".
MOMENTO DA RICORDARE - "Direi il gol del 3-2 alla Juve. Una rete quasi allo scadere, contro un avversario del genere, nel derby d’Italia. Cosa c'è di più?".
LAUTARO - "Enorme. È un leader, un esempio, una presenza fondamentale, oltre che un giocatore chiave. È un campione in campo ed è pure una persona speciale fuori. Subito dopo la sconfitta della Polonia con la Svezia, mi ha mandato un messaggio di incoraggiamento, per caricarmi in vista del rientro a Milano. Ha fatto lo stesso anche con gli azzurri. Queste sono le piccole grandi cose che poi ti cambiano la mentalità. A quel punto, vuoi dare tutto per lui, per la squadra, per la società".
BASTONI - "L'ho visto deluso come tutti gli altri, ma pronto a reagire. Un’espulsione può sempre capitare. Si tratta pur sempre di una partita di calcio. Dell’episodio con la Juve non ho voglia nemmeno di parlare. Anche tanti campioni ed ex-difensori tra i più forti al mondo hanno ammesso di aver accentuato qualche situazione per trarne vantaggio. Davvero non capisco tutti quei fischi nei suoi confronti".
FUTURO - "Prima, dobbiamo vincere il campionato. Poi è chiaro che proveremo ad alzare l’asticella. La squadra c’è. Il resto lo conosce solo la società. Io, sicuramente, tornerò con una grande voglia, forte finalmente di una preparazione al top che nelle ultime due estati non ho potuto svolgere. Il sogno ovviamente è essere più competitivi in Europa, come era accaduto la stagione passata, quando abbiamo disputato partite pazzesche".
EUROPA - "Voglio mettere in chiaro che non abbiamo sottovalutato il Bodø/Glimt. Tutti avevamo in mente le loro vittorie con Atletico e City. C’è stata la questione del campo in Norvegia, ma sicuramente avremmo potuto fare di più. Nel ritorno, a San Siro, eravamo convinti di rimontare e invece… Purtroppo fa parte del calcio. Un anno fa siamo arrivati a vincere quasi tutto e alla fine non abbiamo raccolto nulla. Lasciamoci alle spalle la delusione europea e pensiamo ai due trofei che possiamo e dobbiamo sollevare".
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