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Spalletti: “Felice della reazione, ci hanno creduto. Vivo per il quarto posto, sulla Nazionale…”

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L'allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, ha parlato ai microfoni di DAZN ed in conferenza stampa dopo la sfida disputata dai bianconeri contro la Roma, allo stadio Olimpico.
Daniele Najjar

L'allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, ha parlato ai microfoni di DAZN ed in conferenza stampa dopo la sfida disputata dai bianconeri contro la Roma, allo stadio Olimpico. Di seguito le sue dichiarazioni riportate da TMW.

REAZIONE - "Se sono felice? Se si parla di reazione sì, se si va vedere le situazioni del primo tempo non sono molto contento. Va fatta una valutazione obiettiva: si esce dalla Champions in quella maniera e giocando 120 minuti e mettere a posto quella situazione diventa una montagna difficile da scalare. Siamo stati però leggeri sul secondo e sul terzo gol. Reazione che vale un punto? È vero, delle ultime 5 partite ne abbiamo giocate 3 in inferiorità numerica e che ti stremano ancora di più. Puoi trovare tutte le parole possibili per alimentare la fiducia, ma in questo momento qui ci hanno aiutati anche i tifosi e quando indossano anche loro la maglia diventa meno pesante di quello che è. Ne sono rimaste un paio spente di luci, si è sbagliato 4/5 palloni in superiorità numerica o nel secondo tempo quando Thuram serve Yildiz palle troppo lunghe. La reazione viene poi da loro, perché loro con questa voglia sono d'accordo e sono soddisfatto di ciò. Loro ci hanno creduto, questi ragazzi vengono da 120 minuti in inferiorità numerica, uscendo dalla Champions. Prendo tutto: la partita in generale, buona con la Roma che ha fatto un gran calcio. Noi abbiamo sbagliato una marcatura, però ci portiamo a casa la reazione dei ragazzi e la buona partita".


CAMBI - "Quando hai 66 anni, e fai l'allenatore da 35, credi sempre di poter recuperare le partite. Perché è questo che devi trasmettere, è il motivo per cui fai i cambi e cerchi di dare un nuovo equilibrio alla squadra. La speranza di recuperare c'è sempre, perché il calcio è così: in ogni momento ci può essere una giocata. Yildiz può sempre tirare fuori qualcosa, Zhegrova anche, Boga è un altro che ha qualità per creare dal nulla. Quindi bisogna essere sempre fiduciosi, nello sport così come nella vita".

QUARTO POSTO - "Come se ci credo nel quarto posto? Io vivo per questo, vivo per il quarto posto, vivo per quella posizione lì. Diamogli una forma: io vivo per quella forma lì del quarto posto. Secondo me abbiamo attraversato un momento in cui ci sono arrivate troppe cose addosso e non siamo stati nemmeno troppo fortunati. Ma la mia squadra ha fatto comunque vedere cose importanti e la trovo cresciuta sotto tutti gli aspetti. Secondo me faremo un grande finale di campionato".

TRA ENTUSIASMO E DEPRESSIONE - "Abbiamo avuto un momento dove ci sono venute troppe cose addosso e non siamo stati neanche troppo fortunati. Squadra cresciuta sotto molti aspetti, faremo un grande finale di campionato".

JUVE E NAZIONALE - "Sono lavori diversi: in un periodo in Nazionale ce ne son successe troppe, in un momento delicato come nella partita contro la Norvegia in cui ci siamo arrivati col fiato tirato dal campionato e con un gruppo importante che aveva perso male una finale. Ci hanno penalizzato. Ci rimango male, ma ne prendo atto. Oggi posso scherzare sulla maglia che uno indossa, poi domani gli dici che è bellissima: ci possiamo conoscere in maniera approfondita. La società è top, lo sanno tutti. Secondo me la squadra ha fatto passi in avanti. lo pensavo di poter riportare un calcio bello e vincente, ma così non è stato. Siamo tornati indietro, ci sono capitati episodi a sfavore. In questo periodo abbiamo giocato tre gare in dieci tutte ravvicinate e la fatica si fa sentire. Con tutte questa gare, posso soltanto farli recuperare: fare allenamento, ma farli anche faticare, diventa pesante mentalmente. Stasera hanno fatto vedere questo recupero: essere dentro la reazione di stasera dopo quanto ci è successo vuol dire che i ragazzi sono forti. C'è il mio dispiacere per la convinzione di poter far qualcosa di bello, ma ancora non ci siamo riusciti".

SQUADRA - "Penso sempre le stesse cose sulla squadra: se sentite i calciatori, ve lo diranno. Conosco le potenzialità della squadra, poi ci sono cose da sistemare per essere bravi e serve lavorare su altre per essere bravissimi. Siamo vicini a poter far divertire e portare a casa risultati".