FAMIGLIA - "La vita non è semplice, ma quando si presentano delle difficoltà devi provare a superarle. Fortunatamente sono riuscito a superare diversi ostacoli, in campo e fuori: questo ha forgiato il mio carattere e la mia personalità, cercando di migliorare ogni giorno per diventare un uomo e un calciatore migliore".
PROBLEMI FISICI - "È normale, durante la crescita il tuo corpo cambia: affronti dolori a legamenti e articolazioni, l’Osgood-Schlatter colpisce il ginocchio ed è comune a molti giovani calciatori. Poi gli infortuni fanno parte del calcio, specie ora che si gioca tanto: ci sono tanti rischi, anche per il modo in cui gioco dato che subisco molti contrasti. Lavoro molto sul recupero e preparo al meglio il mio corpo per massimizzare il potenziale fisico ed essere pronto al 100% in ogni gara".
RIFERIMENTI - "Guardavo le punte. Su tutte Fernando Torres, al Liverpool: un grande realizzatore»".
CRESCITA - "I piccoli dettagli alla fine fanno grande differenza. Chi riesce a migliorare i dettagli alza il livello. Non volevo essere quel tipo di giocatore che ha talento ma non riesce a svilupparlo: la paura di sprecare le mie qualità mi ha spinto a dare sempre il massimo ogni giorno, per non avere rimpianti nel momento in cui avrei guardato indietro alla mia carriera o alla mia vita. Credo che si veda, quando gioco. Quanto al rapporto con i compagni, ringrazio mia mamma e la mia famiglia: loro mi hanno reso la persona che sono, non ho mai avuto paura di dire la mia in partita o in spogliatoio. Ho sempre cercato di trovare un buon bilanciamento tra umiltà fuori dal campo e arroganza in campo".
SOTTO PRESSIONE - "Se è vero che do il massimo sotto pressione? Alcuni gol segnati nella mia carriera lo dimostrano. Nelle grandi gare in cui serve il gol pesante o la giocata speciale cerco di essere quello che se ne incarica. Come a Roma".
RITORNO IN PREMIER - "È il campionato migliore al mondo. Debuttare nel 2021 è stato un onore e mi ha fatto venire voglia di giocarci tante partite. Si aspira sempre al massimo livello. Non so quando, ma un giorno voglio tornare a giocarci".
MARSIGLIA - "Non è stata facile, c’erano tante pressioni interne ed esterne. Ogni piccola cosa veniva ingigantita. Poi De Zerbi ha cambiato modulo e questo non mi ha aiutato. Lui era la ragione per cui avevo scelto Marsiglia: mi piace il suo calcio, ho imparato tanto e gli auguro il meglio al Tottenham".
RABIOT - "Non porto rancore. Siamo adulti, a volte si eccede trascinati dalle emozioni poi ci si stringe la mano e si va avanti. Magari è successo ad altri ma non è diventato pubblico. Nella vita tutto succede per una ragione: in fondo quell’episodio mi ha portato qua".
ASTON VILLA - "Voglio vincere e aiutare la squadra a passare il turno. Ho giocato spesso contro i Villans , un club di livello. Hanno un buon allenatore e grandi giocatori, come Elliott che ha giocato con me in Under 21. Non sarà facile, ma non lo sarà nemmeno per loro. I tifosi ci spingeranno come sempre, in campo noi dovremo pareggiare la loro energia e dare a loro il risultato positivo che meritano per prenderci un vantaggio in vista del ritorno al Villa Park. Sono tra le favorite: se riusciremo a batterli, sarà benzina preziosa per la nostra fiducia".
MONDIALE - "Sì, ho ancora speranze. Mancano due mesi e cercherò di attirare l’attenzione del c.t. il più possibile".
POSTO PREFERITO A BOLOGNA - "Lo stadio. In fondo è la ragione per cui sono qui. Quando ho tempo faccio un giro intorno alla città, come in Appennino e vado a rilassarmi. E poi il cibo: mesi fa dissi che adoravo la pasta al pesto ma inizio ad apprezzare anche tortellini e lasagne".
BATTERE L'ASTON VILLA - "Non c’è bisogno di complicarci la vita: il calcio è un gioco semplice, dobbiamo segnare più gol di loro. E possiamo farlo".
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