GESTIONE PERIODO - "Ma sicuramente mettendo sul tavolo la mia discreta esperienza in Serie A, la mia piccola esperienza in Serie A. Non è che ho fatto 20 campionati, però so che la Serie A è infida, so che una squadra come la nostra, avendo tanti giovani, può esaltarsi facilmente. E io con lo staff devo essere bravo a centellinare queste esaltazioni. Per cui siamo venuti a Roma, ho cercato di metterci in uno stato d'animo come se avessimo fatto un punticino in tre gare. Ripeto, al netto delle difficoltà, più per meriti della Roma che per demeriti nostri, parlo soprattutto nel nostro terzo di campo difensivo, penso che la squadra comunque abbia lasciato tutto sul campo e questa è una caratteristica che non è banale".
DOSSENA - "Quando un ragazzo non gioca, se non avesse giocato stasera, la settimana prossima sarebbero stati 11 mesi. Per cui, prima gioca, e meglio è per lui, perché poi questi calciatori o non giocano per scelta tecnica, o non giocano per infortuni come è successo nel caso di Alberto. È normale che prima giocano e prima possono trovare anche condizione, perché la condizione si trova in partita, sicuramente non la trova in allenamento. Detto questo, penso che già il fatto di aver tenuto tutta la partita è un segnale di incoraggiamento. Poi è normale che le distanze fanno la differenza quando sei lontano dai campi da tanto tempo. Però sono contento, sono contento perché non era facile, hanno dovuto marcare un attaccante forte. Potevamo sicuramente lavorare meglio sulle linee d'anticipo, però sono soddisfatto perché ritroviamo un calciatore che ha bisogno di fare minutaggio per darci il suo contributo".
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