LO STAFF - "E' doveroso ringraziare il presidente perché tre anni e mezzo fa ha avuto la brillante idea di darmi la Primavera e cercare di salvare quella stagione e ci siamo riusciti. Nelle due stagioni che mi ha permesso di allenare lo stesso gruppo e quest'anno per aver visto in me qualcosa non che non vedevo, ma sapevo che fosse una responsabilità importante. E' normale poi circondarsi di persone che possono aiutare. Ero alla ricerca di un vice di esperienza e Cesare Natali mi disse che c'era Murelli. Con Giacomo avevo fatto un ritiro e sono anche rimasto stupito perché sappiamo tutti la storia che ha avuto con Pioli. Quando ho saputo questo, ho cercato di giocare d'anticipo, anche perché era ambito. E' stato lui che poi mi ha detto di Luca Bucci. Sono stato fortunato perché ho avuto la possibilità di scegliere gli uomini. Per il resto abbiamo fatto tutto per rimanere sempre lucidi. Qualche volta non ci siamo riusciti perché non è facile, ma se abbiamo raggiunto l'obiettivo sono più le cose positive di quelle negative".
FUTURO - "Siamo una squadra che si è salvata con i giovani e con senatori di grande personalità e qualità. I ragazzi ci leggono, ci sentono e secondo me quando in un giovane infondi entusiasmo e consapevolezza, caratteristiche che alzano l'autostima, non deludono. Però ci devi credere. Questi ragazzi si sono meritati ogni minuto, abbiamo fatto giocare 9 giocatori nati dal 2005 in giù. Cosa mi aspetto? Di sedermi al tavolo con la società di godermi il futuro. Mi godo il successo, abbiamo superato tante insidie, ma come staff ci riteniamo soddisfatti".
TANTI ITALIANI - "Ci siamo presi dei rischi e siamo stati premiati. In alcune situazioni abbiamo perso pezzi settimana dopo settimana. Sapevamo quello che stavamo facendo e le difficoltà che abbiamo dovuto superare. Ogni campionato è una storia a sé, non mi piace fare paragoni. Abbiamo raggiunto la salvezza potenzialmente due volte: dopo Verona e dopo l'Atalanta. Oggi ci siamo salvati veramente".
PAVOLETTI - "L'ho avuto come compagno di squadra e io ero già qui. Ha scalato gerarchie e questo gli ha permesso di guadagnarsi il rispetto dei compagni. Da allenatore l'ho vissuto solo un anno, ma in questo anno ho visto un ragazzo che voleva lasciare il segno, è stato sempre esemplare e ci siamo confrontati parecchio. Ci tenevo che la squadra lo salutasse con una vittoria".
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