GASPERINI - "Senza perdere la propria identità. Noi abbiamo altre caratteristiche ma in questo momento storico del calcio italiano la capacità di passare dal duello uomo su uomo a quello a zona è fondamentale. Per questo dico che questi confronti sono fondamentali per migliorarsi e costruire le basi per il futuro, da qui alla sosta ci aspettano cinque partite contro squadre di livello e altre che lottano per il nostro obiettivo. Dobbiamo essere in grado di pensarci sempre più efficaci nel fare le cose, questa settimana la squadra mi è piaciuta per l'energia che ha mostrato".
MORALE - "Se incidessero non potremmo fare questo lavoro, poi è chiaro che ognuno di noi convive con la sana tensione che ci ha permesso di diventare quello che siamo. La tensione sana serve per attivare l'attenzione, quella che porta a fare gli interventi al momento giusto e attaccare gli spazi nel momento giusto. Ogni squadra affronta varie fasi, ciò che bisogna pensare è di mantenere lo spirito e l'entusiasmo elevati, perché i giochi si decideranno da marzo in poi come ho sempre detto dall'inizio dell'anno".
PRESSIONE - "La nostra è la classifica di una squadra che lotta per mantenere la categoria e anzi, rispetto all'anno scorso la quota sin qui si è alzata ma non è detto che rimarrà così fino alla fine. Ci sono tredici partite, per salvarsi serve fare punti e non ha senso né guardarsi indietro né guardare troppo in là: ha senso valutare che siamo nella posizione in cui ci si doveva aspettare di essere ad inizio campionato. Noi lavoriamo con la fiducia e la consapevolezza che per rimanere in questa categoria questo è il campionato che dobbiamo fare. Ora arriva la Roma: una partita da interpretare per crescere nella quale bisogna alzare il livello di convinzione, organizzazione e aggressività".
INFORTUNI - "Ci sono tanti studi a riguardo, servirebbe avere ancora più strumenti per capire quando è più opportuno rallentare o meno. Credo che gli infortuni facciano parte di questo calcio sempre più ad alta intensità, il carico cognitivo è elevatissimo e si sta andando in questa direzione. Ciò che conta è arrivare nel momento clou con il massimo dei giocatori a disposizione, suddividere il minutaggio a gara in corso permette di mantenere alta l'intensità. I giocatori sanno che questo è il campionato che ci aspettavamo e sanno cosa serve fare".
SALVEZZA - "Sì, l'unico denominatore è che abbiamo sempre cercato di raggiungere lo stesso obiettivo. Per chi lotta per la salvezza è difficile avere continuità di risultati prolungata nel tempo, forse il paradosso è che per noi ci sia stata una continuità quasi sorprendente, ma in quel caso non pensavamo affatto che fosse già finita. L'esperienza insegna che lottare per mantenere la categoria non rende scontato né quel periodo positivo né il fatto che abbiamo sfidato sette squadre di altissimo livello nelle ultime dieci giornate. Ogni squadra è diversa, a non cambiare è il fatto che per raggiungere l'obiettivo serve lottare".
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