Ore decisive per quanto riguarda David Neres, che sta decidendo cosa fare in merito al dolore alla caviglia che lo perseguita. Ecco la ultimissime da La Gazzetta dello Sport: “I due consulti, uno a Castel Volturno e un altro a Londra, gli...
Ore decisive per quanto riguarda David Neres, che sta decidendo cosa fare in merito al dolore alla caviglia che lo perseguita. Ecco la ultimissime da La Gazzetta dello Sport: "I due consulti, uno a Castel Volturno e un altro a Londra, gli hanno definitivamente chiarito le idee ma adesso è il momento della scelta, che sembra presa. La lesioncina - «sono cose inspiegabili, non è questione di campo, sono annate che nascono strane» (cit. Conte) - può essere trattata con terapia conservativa, e richiederebbe un mesetto e mezzo, mentre ce ne vorrebbero tre procedendo chirurgicamente: entrare in sala operatoria non è mai uno scherzo ma, almeno ora, sembra offrire garanzie più solide al fantasista brasiliano, che ci sta pensando e vorrebbe procedere, si vedrà poi se in Inghilterra o in Italia, perché qualche altra ora in assoluta meditazione può essere di conforto. Neres immagina di poter fronteggiare l’accidente al tendine con un’operazione che gli trasmette maggiori certezze della terapia conservativa, anche se richiederà tempi necessariamente più lunghi. Ormai fuori da quattro partite (niente Verona, Inter, Sassuolo e Copenaghen, da aggiungere all’affaticamento che gli negò la Fiorentina a inizio campionato), Neres è consapevole che le chance di saltarne almeno una «quindicina» sono considerevoli ma almeno soffocano in lui il sospetto di doversi confrontare con l’ansia di imbattersi, attraverso l’altra opzione, in rinvii egualmente fatali. Il bello sta per venire con quelle gare che creano adrenalina a prescindere: la Juventus domani sera, il Chelsea mercoledì in Champions, la Fiorentina (alla quale aveva segnato il suo primo gol italiano) immediatamente dopo e Neres le guarderà da lontano, ahilui in compagnia di Kevin De Bruyne (atteso per marzo), Gilmour (in arrivo per inizio febbraio), Politano (che ne avrà per un mesetto) e Rrahmani (che di una quindicina di giorni avrà bisogno), dunque di mezza squadra che avrebbe fatto comodo eccome quando si mette in gioco il destino. E a far da spettatore ci sarà anche Frank Anguissa, che proprio in dirittura di arrivo s’è imbattuto in una fastidiosa lombalgia che ancora dà noia e neanche poca: niente Juventus, niente Chelsea, si capirà se avrà qualche spiraglio per presentarsi contro la Fiorentina. La sfortuna a Castel Volturno è di casa, perché Anguissa pareva ormai tonico e lanciato verso la convocazione per la sfida di martedì scorso a Copenaghen, quando la schiena l’ha inchiodato nel soggiorno di casa: il piano A è saltato e adesso non resta che quello B, magari il C, per dare al centrocampo una opzione in più.
Mentre Meret, che nell’allenamento «congiunto» con il Savoia di giovedì ha avuto modo di impadronirsi di nuovo delle chiavi della porta, può darsi salga seriamente sull’aereo per Torino. Almeno lui...".