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Napoli, i tempi di recupero per Milinkovic-Savic e Neres e cosa filtra su Anguissa

Marco Astori
Continua l’estrema emergenza in casa Napoli: si è fermato anche Vanja Milinkovic-Savic, per lui elongazione del bicipite femorale della coscia sinistra. Come spiega La Gazzetta dello Sport, starà ai box circa 15 giorni: dopo la Juventus,...

Continua l'estrema emergenza in casa Napoli: si è fermato anche Vanja Milinkovic-Savic, per lui elongazione del bicipite femorale della coscia sinistra. Come spiega La Gazzetta dello Sport, starà ai box circa 15 giorni: dopo la Juventus, niente Chelsea e neanche Fiorentina, quasi sicuramente un posto in poltrona per il Genoa e se andrà bene si capirà poi per la Coppa Italia. "Dettagli, direbbero gli ottimisti ad oltranza, che senza perdersi nel caos inseguono una luce in fondo al tunnel: il sorriso di Neres da un lettino di un ospedale di Londra è un inno alla spensieratezza, c’è di peggio nella vita, però per i prossimi tre mesi il brasiliano si trasformerà in rimpianto che ondeggerà tra le fasce e le linee, perché uno come lui conviene avercelo ma non in rieducazione - si legge sulla Rosea -. Il tendine della caviglia sinistra l’ha abbandonato ormai un bel po’ di settimane fa e la situazione è più grave che seria, visto che ad aprile - quando potrebbe rientrare - mancherà veramente niente per salutarsi: ma è andata così, come hanno deciso gli dei, e nello storico stagionale entra un altro «caso» che arricchisce il mistero di questi sei mesi da film horror. Si può scegliere di procedere per tempistica o semplicemente per ordine alfabetico, mentre si stila l’elenco degli inabili ma sia in un caso che nell’altro Frank Anguissa sembra occupi il primo posto. I fatti che sovrastano qualsiasi opinione sono racchiusi nello scadenzario dei suoi tormenti, che sembravano finiti dieci giorni fa - più o meno in prossimità della gara con il Sassuolo - e che invece si sono protratti per almeno altre due partite, forse anche tre, chissà che non siano quattro, perché dopo aver smaltito la lesione al bicipite femorale della coscia sinistra, il camerunese s’è arreso ancora e di nuovo in una seduta atletica. Lombalgia si dice scientificamente, che vuol dire varie cose: e per un atleta, peraltro «fisico», è impossibile pensare di giocare senza sentirsi completamente bene, libero da qualsiasi forma di impedimento, fosse anche esclusivamente psicologico. Si procederà quindi seguendo le indicazioni di giornata, tra terapie e verifiche, che serviranno a monitorare una situazione delicata, anzi di più".