FINALE DI STAGIONE - "Sono il capitano e sono qui. Al momento l'aritmetica non ci ha condannato. Mancano 12 partite, sono poco meno di un girone. A parole abbiamo già detto tanto, ora dobbiamo iniziare a onorare questo finale di campionato, come va onorata questa Serie A, perché se dovesse andare male non è facile tornare subito su come si crede. Noi vogliamo tornare a fare un campionato, magari con dei rimpianti, ma almeno possiamo dire che possiamo stare in Serie A".
DALLA PANCHINA A CAPITANO - "Per quanto riguarda la panchina non ho mai ricevuto motivazioni dal mister precedente, penso siano state tecniche, l'importante però è sempre la squadra. Con Sammarco sono diventato io capitano perché Serdar è fuori. Nello spogliatoio si entra. anche nei meriti di mercato, non posso decidere chi resta, chi viene, non metto bocca. È uno spogliatoio con tanti modi di fare diverse, abbiamo lacune e si vedono anche in campo, non lo nego, ma l'unione che magari manca vista da fuori all'interno c'è non deve essere una scusa per non fare una corsa in meno per il compagno perché fai parte di una squadra e bisogna lottare per questa".
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.sosfanta.com/assets/uploads/202602/bc2c321f1dbbdbadb483c276fd4fb4bd.jpg)