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Mancini: “A Parma botta forte ma sto bene. Ranieri, i cartellini e rispondo così sul futuro”

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Gianluca Mancini, difensore della Roma, ha parlato oggi in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni riprese da Tmw. CONDIZIONI – “A Parma ho preso una botta forte, ma ho recuperato. Tutto apposto”. RUOLO –...
Marco Astori

Gianluca Mancini, difensore della Roma, ha parlato oggi in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni riprese da Tmw.

CONDIZIONI - "A Parma ho preso una botta forte, ma ho recuperato. Tutto apposto".

RUOLO - "Differenze tra destra e centro? Il difensore di destra può spingere di più, puoi essere più aggressivo e giocare pensando. Essere più libero nelle scelte. Sei guardiano se sei centrale. Sono quelli che vedono e leggono situazioni diverse. Mi trovo bene in qualsiasi posizione il mister mi faccia giocare".

FUTURO - "Io ti parlo di me stesso, perché i miei compagni li vedo sereni e fanno il bene del gruppo. Si allenano al 100% e quando sono in campo danno sempre il massimo. Quest'anno il gruppo è famiglia, mai visto un gruppo così. Io qui a Roma sto bene e amo questa città e la società. I tifosi mi apprezzano e questo mi fa dare sempre di più. Sto molto bene qua".


DERBY AGLI OTTAVI - "E' indifferente. So che è un'ipotesi. Dentro uno spogliatoio pensiamo alla partita di domani. Poi quello che verrà, verrà. Pensiamo a domani poi quello che verrà ci pensiamo. Ciò che è importante è domani".

PORTO - "Abbiamo giocato contro il Porto una settimana fa. Sono bravi. L'altra settimana avevo Omorodion e domani vedremo le caratteristiche di chi andrò ad affrontare e in base a quello mi preparerò al massimo. I video che ci manda lo staff ci faranno vedere chi affronteremo e il modo in cui dovremmo farlo".

DISCIPLINA - "Sotto l'aspetto dei cartellini, delle eccessive proteste, uno migliora. Mi sono guardato allo specchio e ho detto non posso saltare tre quattro partite all'anno per proteste eccessive. Il mister appena arrivato mi diceva non protestare. Un giallo per il difensore condiziona la partita. Gli step? Ho mille step da fare. Quello che sto cercando di migliorare è nelle letture, rapidità di passi. Un compagno in difficoltà? Magari urlare potevo caricarlo, magari ci sono compagni che hanno bisogno di altro. Gli step per un calciatore non finiscono mai. Totti, un super campione, e non voglio mettermi a paragone con lui, apprendeva ancora a 41 anni. E' questo che bisogna fare".

RANIERI - "Come ho detto tante volte, quando il mister ha aperto la porta dello spogliatoi è come se il mio corpo si fosse rilassato. Non aveva bisogno di presentazioni. Lui ha allenato campioni e grandi squadre. Ora ognuno fa le sue cose e lui ha lavorato sul concetto di squadra, a stare uniti. Ha portato tante cose che lui ha nella sua esperienza. Le ultime settimane prima del suo arrivo non c'erano più sorrisi e serenità. Prima di tutto deve esserci felicità nel venirsi ad allenare. Se non sei sereno e tranquillo non arrivano i risultati. I risultati adesso si stanno vedendo. Non abbiamo fatto ancora niente ma qualcosa si sta vedendo".