BERNARDESCHI - “Lo possiamo dire perché tanto la stagione è ormai finita: abbiamo vinto la scommessa. Non ci stavamo giocando il tutto per tutto con un ragazzino che nessuno conosceva, ma c’erano dei dubbi sul rimetterlo in condizione dopo anni lontano dal calcio europeo. Alla fine è sbocciato ed è tornato il giocatore che conoscevamo. È un bambinone perché ancora si diverte e si arrabbia quando non gioca, ha ancora il fuoco dentro”.
TREND ALTALENANTE - “Non si può avere sempre una spiegazione. Forse è una cosa che va studiata per l’anno prossimo. Forse la troppa veemenza ed euforia ci ha portato ad essere poco razionali davanti al nostro pubblico. Invece fuori abbiamo trovato una concretezza incredibile: difendiamo bene e spesso al primo tiro in porta facciamo gol. Non abbiamo fatto apposta a perdere così tante partite in casa, ci dispiace, so che alcuni mugugni sono arrivati per questo”.
CONFERENCE - “Se ci credo ancora? Loro non hanno più nulla da chiedere al campionato. Noi ci proveremo fino alla fine”.
TOMASEVIC - “È un ragazzo interessante, ma giocheranno Helland ed Heggem, poi vedremo se ci sarà bisogno di lui. Ci sono molti ragazzini interessanti in primavera e Tomasevic è uno di questi”.
POCA PAZIENZA IN ITALIA - “Uno dei problemi più grandi che ci sono nel nostro calcio sono la poca pazienza con i giovani e la poca pazienza legata ai risultati. È un aspetto che va migliorato. Non so quanti anni ci vorranno ma è una mentalità che va cambiata se si vogliono raggiungere dei risultati in campo internazionale”.
COPPA ITALIA “Quando dico che arrivare in finale è già un successo e quando si arriva in fondo alle competizioni è un cammino da premiare, lo dico con sincerità. Vedere quella partita mi ha fatto venire in mente che c’eravamo noi e abbiamo gioito. Sono orgoglioso di aver alzato quel trofeo facendo qualcosa di incredibile”.
TORNARE IN EUROPA - “Negli ultimi anni nelle prime 6-7 della classifica si sono inserite Bologna, Atalanta e Como, ma le squadre che si giocano ogni anno quelle posizioni sono sempre le stesse. La Fiorentina la considero tra quelle nonostante la stagione anomala. Stare lì non è facile, bisogna stupire, segnare con frequenza e avere continuità di risultati tra casa e trasferta. Bisogna viaggiare forte e avere un rendimento di grandissimo livello”.
FORMAZIONE - “Uno tra Rowe, Bernardeschi e Orsolini finirà la partita da subentrato. Non giocherò con tutti dall’inizio perché contro una squadra di grande intensità come l’Atalanta avrò bisogno di forze fresche a gara in corso, sperando che qualcuno possa incidere come Rowe a Napoli”.
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