ORSOLINI - "Manca un mese e mezzo. È un momento in cui gira tutto nel verso sbagliato, mentre prima segnava da ogni angolazione. La nostra fiducia è totale e mi auguro che tutto ciò che gli passi per quel mancino riesca a trasformarlo in qualcosa di importante per noi".
INFORTUNATI - "De Silvestri e Pobega sono rientrati e sono recuperati, hanno smaltito i loro problemi ma verranno centellinati per gestire le loro energie. Odgaard rientrerà la prossima settimana. Lykogiannis e Dallinga hanno due tendiniti che continuano a dar loro problemi e non so quando torneranno con la squadra".
CASTALDO - "È un ragazzo interessantissimo. Ha qualità e doti che secondo me può sfruttare molto bene. In questi due giorni è arrivato da noi con un sorriso smagliante e insieme a Castro si sta allenando come nostro secondo numero 9. L'avevo visto all'opera nello spareggio playout dello scorso anno e fu devastante".
HELLAND - "Sarebbe giusto dargli minuti e fiducia, ma arrivando a gennaio è normale che ci sia un minimo di gerarchia. Mi auguro di potergli dare minuti presto anche per farlo vedere alla gente perché è un prospetto interessante e si allena benissimo".
BERNARDESCHI - "Secondo me non ha lavorato male con la Lazio, ma nel momento in cui abbiamo tutti i centrocampisti a disposizione Federico tornerà a fare l'esterno".
NAZIONALE - "Chi porterà l'Italia al Mondiale sarà il salvatore della patria. Sarà un lavoro arduo e difficile, ma ci sarà il momento in cui l'Italia tornerà a disputare questa competizione. L'ha vinta 4 volte e con il parco calciatori che ha non può non presentarsi al Mondiale. Cosa non va? Abbiamo troppa impazienza e smania di arrivare al risultato e questo genera sconfitte immeritate. impazienza in tutto: nella crescita dei giovani, nel non aspettare il compimento di un progetto, nell'essere troppo dipendenti dai risultati. Fa parte della nostra cultura ma andrebbe cambiata".
IMPAZIENZA - "L'anno scorso dopo 6-7 partite circolava "Italiano out" poi abbiamo vinto la Coppa Italia. Mi è successo anche in altre annate di avere la pressione dei risultati. L'impazienza ti fa perdere le partite. Qui oggi c'è uno degli ambienti più belli in assoluto: c'è gioia, entusiasmo, addirittura un ragazzo sbaglia un calcio di rigore e viene applaudito. Tutto questo affetto va tutelato e mi auguro che il pubblico bolognese resti con questo attaccamento alla squadra".
OBIETTIVI - "Una finale è una finale. Sapete bene come ha festeggiato la Roma il primo anno. Noi dobbiamo fare un lavoro straordinario per poter andare avanti".
CROLLO EMOTIVO - "È vero che tornati da Ryad qualcuno ha avuto dei momenti di sconforto. Eravamo ad un passo dall'alzare un trofeo. Per me è stato comunque un calo più fisico che mentale: voli, fuso orario, due partite in più. Poi certo c'è stata anche la mazzata psicologica ma quello mi era successo anche a Firenze e non aveva influito così tanto".
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