IL NAPOLI - "Lo United è stato piuttosto chiaro: non facevo parte dei piani per questa stagione. E il Napoli ha visto un’opportunità. Appena ho sentito il loro interesse, ho fatto capire subito al mio entourage che volevo solo venire qui. Ho parlato con l’allenatore, con il direttore sportivo e anche con alcuni compagni. È stato tutto molto chiaro. La prima conversazione con Conte è stata breve ma molto chiara. Entrambi sapevamo che fosse un passo giusto per me. È stato un ottimo incontro. È un allenatore incredibile, ha fatto bene praticamente ovunque sia stato. Quando ti chiama, devi solo dire sì".
MCTOMINAY - "Siamo in momenti diversi della carriera. Io ho ancora molto da imparare, lui è più esperto. Io sono giovane e ho bisogno di giocare, e questa era una grande opportunità per me".
MENTALITÀ - "Mi piace tenere l’asticella alta. Se ti accontenti, rischi di rilassarti. Io cerco sempre di migliorarmi: nei gol, nel gioco, nella crescita personale… persino nell’imparare l’italiano. Inserirsi in una nuova cultura è fondamentale, soprattutto qui in Italia, dove la lingua è importantissima. Voglio essere la migliore versione di me stesso, migliorare ogni giorno, ascoltare l’allenatore e imparare dai compagni. Romelu tornerà presto: voglio imparare anche da lui, perché ha enorme esperienza con questo allenatore. Sono più maturo e più forte. L’esperienza allo United, con tanta pressione, mi ha fatto crescere".
LUKAKU - "Rom è una persona fantastica. Non lo conoscevo bene prima. Ho parlato con lui in campo e ho persino una sua maglia a casa. È un idolo per me. Ovviamente voglio giocare, ci sarà competizione, ma voglio imparare da lui perché può darmi tantissimo".
A CHI SI ISPIRA - "Lukaku è uno di quelli. Cristiano Ronaldo è il mio idolo più grande: non per lo stile di gioco, ma per mentalità e fame di gol. E poi Lewandowski: movimenti incredibili, può fare tutto".
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