TORINO - "Il Torino è una squadra forte. Hanno cambiato allenatore qualche partita fa e da quel momento hanno fatto bene. È una formazione con tanta fisicità e dovremo essere preparati a questo. Sicuramente è una gara importante, ma da quando sono arrivato qui, tutte le partite lo sono state, non fa differenza. Ci siamo preparati come sempre e vogliamo fare una bella prestazione in casa. Dopo la partita contro la Juventus la reazione della squadra c'è stata; speriamo di vedere una squadra altrettanto forte in campo anche questa volta".
CONVOCATI - "Per quanto riguarda chi giocherà in porta, lo vedremo domenica. Posso dire che Scuffet è convocabile e ne sono molto contento, perché adesso tutti e tre i portieri sono pronti. Per fortuna non abbiamo infortuni gravi. La squadra sta bene in questo momento e non abbiamo molte defezioni. Valuterò l'allenamento di domani per decidere con certezza chi scenderà in campo. Marin invece è indisponibile".
SVEZIA - "Sono contento per la Svezia, ma mi dispiace per l'Italia, perché il Mondiale è una festa per tutti ed è un peccato. È un percorso difficile, ma c'è una cosa positiva che noi possiamo imparare dalla Svezia: all'inizio del girone di qualificazione avevano fatto pochissimi punti, poi hanno lavorato, ci hanno creduto e alla fine sono andati al Mondiale. Questa deve essere una lezione per noi: se ci alleniamo bene e giochiamo le partite con forza, magari la fortuna girerà anche dalla nostra parte".
EQUILIBRIO E GIOCO - "I cambiamenti vanno fatti gradualmente, poco alla volta, perché i giocatori devono avere il tempo di assimilare i principi e i modelli di gioco. Mi rendo conto che nella nostra posizione attuale sia difficile, perché abbiamo l'urgenza e l'obbligo di fare punti. È sempre una scelta delicata: vogliamo seguire un certo percorso di crescita tattica, ma dobbiamo anche badare al sodo. Se si decide di impostare sempre la costruzione dal basso con il portiere, ma poi si perde palla e si prendono tre gol, la situazione si complica. Per questo motivo, durante questa sosta, abbiamo portato avanti un lavoro generale, ma ci siamo anche concentrati su dettagli molto specifici per preparare al meglio proprio la gara contro il Torino".
ATTACCO - "Giocheremo con una o due punte? È un discorso valido, ma l'assetto dipende dalle caratteristiche degli interpreti. Schierare Tramoni sulla trequarti o in attacco cambia il modo di giocare, così come cambia se decidi di inserire due attaccanti puri, perché le qualità in campo sono diverse. Oggi non vi svelerò le mie scelte di formazione contro il Torino, voglio tenere tutte le opzioni aperte. So che siete curiosi, ma ci stiamo preparando basandoci su ciò che abbiamo visto funzionare e non funzionare durante le partite. Nel calcio le dinamiche cambiano in fretta: a volte entri in campo e fai benissimo per i primi cinque minuti, poi commetti un errore, prendi gol e cambia completamente l'inerzia della gara, costringendoti a modificare il piano tattico. Sicuramente nessuno è felice di aver perso incassando cinque gol: non lo sono io, non lo è la società e non lo siete voi. Ne abbiamo parlato a fondo con i ragazzi, perché se vai sotto di due reti sei costretto a fare un lavoro doppio per recuperare. Ma in questo momento sono molto fiducioso: non vedo l'ora di vedere la squadra in campo contro il Torino. Ho visto un gruppo che ha lavorato benissimo durante la sosta, e i ragazzi rientrati oggi dalle Nazionali hanno portato tantissima energia positiva".
ERRORI INDIVIDUALI - "Sicuramente, quando affronti una squadra che cerca sempre di costruire il gioco dal basso, si creano più occasioni per recuperare la sfera. Nel calcio di oggi le transizioni sono fondamentali: è un aspetto che studiamo tutti i giorni. Dobbiamo sapere esattamente cosa fare non appena recuperiamo palla e individuare subito gli spazi da attaccare. Il Torino ha grande qualità e un'ottima fisicità, ne siamo consapevoli, ma abbiamo lavorato su un paio di situazioni specifiche proprio per provare a sfruttare queste loro sbavature".
OBIETTIVO SALVEZZA - "Me lo chiedete in tanti: il nostro obiettivo chiaro è provare a raggiungere la salvezza. Ma per arrivare al risultato, ciò che conta davvero è la prestazione sul campo. C'è una bella differenza tra perdere dopo aver giocato una partita meravigliosa e perdere facendo una prestazione brutta. Stiamo cercando di cambiare tante cose rispetto al passato: in alcune partite le nostre idee hanno funzionato benissimo, in altre meno. Alcuni giocatori hanno assimilato i nostri nuovi principi di gioco più velocemente di altri. È un lavoro profondamente mentale, soprattutto in un momento di classifica difficile come questo, ma io sono molto contento di ciò che la squadra sta mettendo in pratica. Certo, abbiamo fatto degli errori e dobbiamo correggerli, ma dipende da come perdi. Se esci sconfitto ma hai giocato bene, la settimana successiva è molto più semplice ripartire lavorando sulle cose positive. Se perdi subendo quattro gol, la situazione psicologica da gestire è completamente diversa. lo sono qui per provare a migliorare la squadra ogni singolo giorno. Prendete ad esempio la nostra vittoria contro il Cagliari: tutti hanno detto che è stata fantastica, ma in realtà abbiamo giocato 11 contro 11 solo per 25 minuti. Abbiamo portato a casa i tre punti grazie a un lavoro di sacrificio pazzesco fatto dai ragazzi in inferiorità numerica. Questo è il calcio: le dinamiche e le difficoltà cambiano costantemente, partita dopo partita".
FASE DIFENSIVA E GOL SUBITI - "Come ho accennato in precedenza, nel calcio di oggi le transizioni sono un momento fondamentale. Ho notato che quando la squadra rimane compatta e stretta, lavorando all'unisono, per gli avversari diventa molto difficile attaccarci. Lo abbiamo dimostrato in partite come quelle contro il Bologna e l'Inter: abbiamo fatto un gran lavoro di reparto fino alla fine e non abbiamo concesso molte occasioni da rete verso la nostra porta. Il problema nasce in determinate posizioni del campo e in spazi specifici dove non ti puoi assolutamente permettere di perdere il pallone. Se perdi palla mentre la squadra è 'aperta' in fase di costruzione, squadre come il Como ti puntano subito nell'uno contro uno, creando superiorità numerica. Lì diventa difficilissimo difendere. Questo è un concetto tattico che dobbiamo assimilare bene come collettivo: vogliamo uscire palla al piede per andare a fare gol, ma dobbiamo capire che in certe zone la palla non va persa, altrimenti l'inerzia dell'azione cambia drasticamente. Sicuramente nel calcio pesano gli errori individuali, fa parte del gioco. Ma ciò che a me interessa è vedere come lavoriamo insieme in fase di possesso e, soprattutto, come facciamo la riaggressione una volta persa la palla. Se non eseguiamo una marcatura preventiva perfetta, finiamo per pagare a caro prezzo un errore a metà campo - errori che succedono a tutti i livelli, come abbiamo visto succedere anche all'Italia nelle qualificazioni mondiali. C'è però una cosa ci tengo a sottolineare. Un conto è avere una squadra in balia dell'avversario che subisce 20 o 25 tiri in porta ogni singola partita. lo questo, finora, non l'ho visto. È vero, abbiamo preso 4 gol contro la Juventus e 5 contro il Como: questo non va bene ed è una mia responsabilità. Ma nelle altre gare non abbiamo concesso valanghe di gol né tantissime occasioni nitide agli avversari, e questo è un aspetto positivo da cui dobbiamo ripartire".
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