KUHN - "Questo gol Nicolas lo fa tante volte in allenamento, l'anno scorso ha fatto 21 gol e 15 assist. Mi rifiuto di pensare che non possa farlo. È timido, ha bisogno di essere spinto. La gente si deve fidare di noi che siamo lì ogni giorno e vediamo cose. Deve ritornare Addai, oggi non lo abbiamo messo dentro perché martedì ha un'altra partita, Morata sarà già dentro il gruppo probabilmente martedì. Diao sai cosa ti dà in contropiede e nello spazio, per fisicità anche. Quanti più siamo, il Como diventa più forte. Questo il nostro obiettivo".
CRITICA - "Mi piacerebbe risponderti, ho la mia opinione, ma poi mi chiamano presuntuoso. Vorrei non si parlasse di me. Noi facciamo le cose nella nostra maniera, se piace o meno... che ti posso dire? A me ha fischiato il Camp Nou e questa sì che è pressione, in 100mila contro a fischiare. Noi proviamo a vincere nel nostro modo, il resto non conta. Se la gente del Como e di Como è contenta e capisce cosa facciamo, il resto non mi importa, perché tutti insieme siamo troppo forti. La forza di un gruppo è sempre tutti sulla stessa strada. In questo momento sono molto contento dei ragazzi, di come corrono, difendono, attaccano la profondità, transizione difensiva. Provano quello che vogliamo essere. Ci sono tanti spunti per essere positivi. Da domani si prepara la prossima, il calcio non si ferma mai e non bisogna pensare che si è superiori o migliori".
CLASSIFICA - "No, si fa un po' di fatica per chi non ha le idee molto chiare e sa dove vuole andare e come vuole fare le cose. Per me sono molto tranquillo. Sappiamo chi siamo, sappiamo da dove arriviamo e questo è molto importante. Questo è un percorso, un'altra vittoria. Bravi ragazzi perché hanno capito l'importanza della partita. Dobbiamo continuare, non c'è tempo di pensare, di riposare. C'è un'altra partita molto importante martedì in Coppa Italia dove vogliamo fare bene e dobbiamo continuare sempre".
CONTROLLO - "Questo è un po' l'obiettivo. Dipendendo da quello che fa l'altra squadra - blocco basso, blocco medio, blocco alto, uomo a uomo, aggressività o più copertura - noi dobbiamo stare preparati per tutto. Oggi era una partita dove loro facevano un uomo a uomo in blocco alto, però era un uomo a uomo che lasciava tanto spazio indietro con il mezzo spazio. Non era una partita tanto per avere il possesso, ma per attaccare. La partita della Lazio, per esempio, era molto più di palleggio, palleggio, palleggio e trovare l'imbucata, trovare il momento giusto per arrivare. Penso che la squadra continua a crescere e per questo parlo sempre del percorso, della continuità, della stabilità del messaggio, della strada tutti insieme, capendo il calcio della stessa maniera. Secondo me è così che si crea una squadra che vuole continuare a fare dei passi in avanti".
DALLA PANCHINA - "Kuhn questo gol lo fa tante volte in allenamento, questa è una signature move, anche se lo dico in inglese perché non sapevo come dirlo in italiano. L'ha fatto tante volte al Celtic, l'ha fatto dove era prima. Conosciamo che è un giocatore magari un po' più timido, sta trovando lo spazio un po' più lentamente di quello che noi volevamo. Per questo dobbiamo trovare il contorno, il contesto giusto per farlo entrare e abituarsi alla squadra. Non tutti abbiamo la stessa personalità, lo stesso carattere. Dobbiamo stare attenti a tutte queste cose. La cosa più importante è che tutti, chi gioca e chi entra, portano cose positive. Questa è una squadra. In questo momento siamo molto pochi, siamo 16-17 giocatori praticamente. Abbiamo giocato 7 partite di fila con questi. Per questo dico: siamo pochi, però tutti focalizzati sulla stessa strada con lo stesso obiettivo. Speriamo che continui così".
NICO PAZ - "Oggi senza gol? Dipende da quello che vuoi dire. Per me ha giocato molto bene, ha fatto giocare. C'è quella pausa, c'è quella qualità che ti salta l'uomo, difende benissimo, una mentalità top e sempre ti fa qualcosa di speciale. Non deve essere sempre un assist o un gol. Tutto il contesto: come si libera, come crea spazio per gli altri, come gestisce la palla. Sta crescendo tantissimo sulla scelta giusta tutto il tempo. È una fisicità importante. Sono ragazzi che continuano - ripeto, lo dico sempre - a crescere perché sono ragazzi giovani. Alcune volte parliamo di tante cose e non parliamo del fatto che questi ragazzi hanno 20-21 anni. È incredibile e ci sono tanti margini di miglioramento settimana dopo settimana. Speriamo che possiamo sviluppare tutti questi ragazzi a un livello alto. Giocano già da adulti, però mister, è quella la verità".
FAME E VOGLIA - "Sì, sì, sì, li aiutiamo. Loro hanno fame e voglia, è vero. Però una cosa è la sensazione e l'altra è la realtà: arrivano tutti o al primo anno che stanno facendo il professionista o al secondo anno di professionista. Questo, chi ha giocato a calcio, ti dice la difficoltà. E non è solo uno, non sono due, non sono tre, sono nove giocatori che sono al primo o secondo anno di professionista. Alcune volte non ci rendiamo conto di questo. Però siamo tranquilli, sereni, umiltà, piedi per terra e continuare sempre".
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