Alla vigilia della sfida decisiva tra Bosnia e Italia, Edin Dzeko ha preso la parola in conferenza stampa. Tra i temi caldi, oltre alla qualificazione mondiale, c’è stata la discussa esultanza di Federico Dimarco nel match precedente, che aveva...
Alla vigilia della sfida decisiva tra Bosnia e Italia, Edin Dzeko ha preso la parola in conferenza stampa. Tra i temi caldi, oltre alla qualificazione mondiale, c’è stata la discussa esultanza di Federico Dimarco nel match precedente, che aveva sollevato qualche polemica. L’ex capitano giallorosso e nerazzurro ha voluto fare chiarezza, difendendo l'ex compagno.
IL CASO DIMARCO – "Meno male che il focus si è spostato dall’altra parte, è normale. Ognuno ha le proprie preferenze, con chi vuole giocare e chi non vuole. Bisogna essere intelligenti, soprattutto oggi con i social network, perché ogni cosa può scivolare in una diversa direzione. Però per me è tutto normale. Abbiamo visto tutti quello che è successo, ti dico sinceramente che è una cosa normalissima. Dimarco mi ha scritto che non voleva offendere nessuno, gli ho risposto 'di che parliamo', non ci sono problemi".
LA SFIDA ALL'ITALIA – L'attaccante dello Schalke 04 ha poi analizzato lo stato d'animo degli Azzurri, reduci dai fallimenti mondiali del 2018 e 2022, lanciando una frecciata sulla gestione della pressione e sulla scelta della sede della semifinale: "Forse la mia preferenza era di non giocare contro l’Italia in questa finale. Non posso esultare perché ci gioco contro. Però ovviamente oggi bisogna essere attenti, con i social tutto si ingigantisce. L’Italia non voleva giocare in Galles, non so perché. Noi siamo andati lì, senza paura, e abbiamo vinto. Non so perché l’Italia debba avere paura di Galles o Bosnia. È una Nazionale incredibile, che ha vinto quattro Mondiali: se ha paura di giocare in Galles qualcosa non funziona. Forse dobbiamo vedere anche in questo modo che possono soffrire in questa partita. Si giocano tanto dopo due Mondiali persi. Vuol dire che hanno paura".
CARRIERA – Infine, un momento di riflessione sulla sua infinita longevità e sulla profonda conoscenza dei calciatori italiani, molti dei quali sono stati suoi compagni di club: "Sono passati 20 anni dal mio gol alla Turchia, il primo in nazionale, questo significa che la carriera di un giocatore passa in fretta e bisogna godersi ogni momento. Io conosco bene la nazionale italiana, con alcuni giocatori sono stato a Roma, all’Inter e alla Fiorentina. Ci conosciamo bene, loro hanno analizzato anche il nostro modo di giocare".