COLOMBO - "Ha qualità. Io stimolo sempre i giocatori con poca qualità a non mollare mai e dare tutto. Lui qualità ne ha. Accontentarsi dopo cinque gol è da mediocri. Anche lui ha perso un po' di palloni morbidi ma fa parte del pacchetto quando hai giocatori giovani. Sono contento di come si aiuta con Vitinha. L'attaccante, per un allenatore, è quello che attacca lo spazio e fa gol. L'esultanza? Non l'avevo visto, però anche dalle parti mie c'era uno che segnava sempre nei derby e faceva così. È un'esultanza, insomma, ognuno esulta come vuole, a me interessa poco, non l'avevo neanche vista. L'importante è che faccia quello che sta facendo e continui con questa ambizione, perché quello che gli ho detto io è che lui deve ambire ad andare in doppia cifra al minimo quest'anno, perché ha tutto."
SCONTRO DIRETTO - "E' importante perché è uno scontro diretto e perché questi giocatori e questo stadio meritavano una serata serena. Meritavamo di prenderci una rivincita dopo San Siro. Sono contento per i ragazzi, per la gente e per il club. Ma non abbiamo fatto nulla. Fra sei giorni abbiamo un'altra partita importante".
CLEAN SHEET - "Sono abbastanza onesto quando analizzo le partite. Abbiamo preso gol quando abbiamo concesso occasioni meno chiare. Oggi non abbiamo preso gol perché il portiere è stato super. Non si può concedere l'occasione di Luvumbo. La analizzeremo. A volte sono le giocate dei singoli che non ti permette di prendere gol".
ERRORI INDIVIDUALI - "Siamo partiti bene. E come facciamo gol perdiamo campo e lucidità. Nel primo tempo sono stati commessi una quantità ernome di errori individuali e tecnici. Non sempre riesci a portarle a casa partite così".
DOVE MIGLIORARE - "Si può fare ancora meglio. Più che tirare avevo chiesto di finire l'azione. Per me bisogna capire chi siamo. Se fossimo una squadra con una qualità eccelsa come quelle che vediamo in tv direi ai ragazzi di tenere palla. Non credo che siamo quella squadra lì. Visto che abbiamo due attaccanti e mezzali che si possono inserire o anche Malinovskyi. Finiamola l'azione. Non siamo una squadra che deve far girare la palla fuori area perché poi si subiscono le transizioni".
MASINI - "Volevo evitare di commettere un errore commesso a Milano: ci siamo abbassati. E allora ho messo uno che uscisse in maniera più aggressiva. Masini è l'esempio di quanto serva il gruppo, quanto serva ogni singolo giocatore come spirito di appartenenza. Gli ho parlato e mi ha chiesto perché giocava poco. Io pensavo mi volesse dire che volesse andare via e invece no. Mi ha detto: 'Mister, per me il Genoa è come per lei la Roma'. Lui vuole migliorarsi e noi vogliamo dargli quell'1% in più di qualità. Sono contento per tutti ma più in particolare per lui".
THORSBY - "Questi ragazzi sono tutti molto simili come attaccamento e personalità. Thorsby non vuole stare in panchina ma non abbassa nemmeno di un centimetro il suo livello di allenamento. Sono contento della partita che hanno fatto tutti gli altri.
MALINOVSKYI ALTO . "Noi chiediamo sempre di abbassarsi per costruire ma poi di alzarsi e andare fra le linee".
DIFESA - "Ci sono momenti in cui le cose non ti riescono. Il Cagliari è una squadra forte, ci sta che ti chiudano. In quel momento che faccio? Lo 'zozzone', difendo da provinciale e da terza categoria. Mi difendo con il coltello fra i denti. A calcio si gioca così".
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