ARRABBIATURA - "Diciamo che qualcosa gli ho detto. Non mi succede mai di arrabbiarmi perché sono stato calciatore e so che a volte le cose non riescono e basta, e perché mi prendo sempre la responsabilità se le cose non vanno benissimo. Ma per la seconda volta, come dopo il Pisa, partiamo bene, ho visto 15-20 minuti fatti bene, facciamo gol e abbassiamo il livello, iniziamo a fare degli errori stupidi. Quindi lì devi prendere una decisione. Gli ho detto soltanto di giocare più in verticale, di giocare sempre alle spalle dei difensori perché mi sembrava una giornata nella quale le cose non succedevano. Ho detto intanto andiamo a mettere la palla nella loro metà campo. Poi c'è stato il gol del 2-0 che magari ci ha rasserenato, fermo restando che poi Nicola Leali in un paio di occasioni ci ha salvato. Non è una partita che doveva finire 3-0 per quello che si è visto in campo, poi alla fine abbiamo sigillato la partita e abbiamo avuto anche tante occasioni. Ma se ripenso alle ultime partite che abbiamo fatto qui o anche fuori casa, ai punti che non abbiamo raccolto, una persona che mi vuole bene pochi giorni fa mi ha detto che arriverà un giorno in cui magari giocherai meno bene e qualcosa girerà. Forse stavolta si è chiuso un cerchio."
LEALI - "Assolutamente, io l'ho sempre detto, l'ho sempre difeso, l'ho sempre considerato un buon portiere. Ci sono state un paio di partite, due o tre settimane in cui mi sembrava avesse un po' meno serenità, e sono scelte che noi dobbiamo fare, io, il direttore, la società. Sono scelte che dobbiamo fare e spero per il Genoa che si riveli giusta, ma lui è un portiere che rimane nella nostra rosa del quale abbiamo grandissima fiducia. Ce l'avevo prima, non c'era bisogno di queste occasioni. Sono contento che lui si ritagli una serata di nuovo da protagonista perché è un ragazzo fantastico. Per Leali, me lo avete chiesto, io ero qui quando la stampa sottolineava quanto fosse un problema per noi e io non l'ho ritenuto tale. Ha risposto sul campo come il buon portiere che è e il grandissimo professionista che è".
COLOMBO - "Ha qualità. Io stimolo sempre i giocatori con poca qualità a non mollare mai e dare tutto. Lui qualità ne ha. Accontentarsi dopo cinque gol è da mediocri. Anche lui ha perso un po' di palloni morbidi ma fa parte del pacchetto quando hai giocatori giovani. Sono contento di come si aiuta con Vitinha. L'attaccante, per un allenatore, è quello che attacca lo spazio e fa gol. L'esultanza? Non l'avevo visto, però anche dalle parti mie c'era uno che segnava sempre nei derby e faceva così. È un'esultanza, insomma, ognuno esulta come vuole, a me interessa poco, non l'avevo neanche vista. L'importante è che faccia quello che sta facendo e continui con questa ambizione, perché quello che gli ho detto io è che lui deve ambire ad andare in doppia cifra al minimo quest'anno, perché ha tutto."
SCONTRO DIRETTO - "E' importante perché è uno scontro diretto e perché questi giocatori e questo stadio meritavano una serata serena. Meritavamo di prenderci una rivincita dopo San Siro. Sono contento per i ragazzi, per la gente e per il club. Ma non abbiamo fatto nulla. Fra sei giorni abbiamo un'altra partita importante".
CLEAN SHEET - "Sono abbastanza onesto quando analizzo le partite. Abbiamo preso gol quando abbiamo concesso occasioni meno chiare. Oggi non abbiamo preso gol perché il portiere è stato super. Non si può concedere l'occasione di Luvumbo. La analizzeremo. A volte sono le giocate dei singoli che non ti permette di prendere gol".
ERRORI INDIVIDUALI - "Siamo partiti bene. E come facciamo gol perdiamo campo e lucidità. Nel primo tempo sono stati commessi una quantità ernome di errori individuali e tecnici. Non sempre riesci a portarle a casa partite così".
DOVE MIGLIORARE - "Si può fare ancora meglio. Più che tirare avevo chiesto di finire l'azione. Per me bisogna capire chi siamo. Se fossimo una squadra con una qualità eccelsa come quelle che vediamo in tv direi ai ragazzi di tenere palla. Non credo che siamo quella squadra lì. Visto che abbiamo due attaccanti e mezzali che si possono inserire o anche Malinovskyi. Finiamola l'azione. Non siamo una squadra che deve far girare la palla fuori area perché poi si subiscono le transizioni".
MASINI - "Volevo evitare di commettere un errore commesso a Milano: ci siamo abbassati. E allora ho messo uno che uscisse in maniera più aggressiva. Masini è l'esempio di quanto serva il gruppo, quanto serva ogni singolo giocatore come spirito di appartenenza. Gli ho parlato e mi ha chiesto perché giocava poco. Io pensavo mi volesse dire che volesse andare via e invece no. Mi ha detto: 'Mister, per me il Genoa è come per lei la Roma'. Lui vuole migliorarsi e noi vogliamo dargli quell'1% in più di qualità. Sono contento per tutti ma più in particolare per lui".
THORSBY - "Questi ragazzi sono tutti molto simili come attaccamento e personalità. Thorsby non vuole stare in panchina ma non abbassa nemmeno di un centimetro il suo livello di allenamento. Sono contento della partita che hanno fatto tutti gli altri.
MALINOVSKYI ALTO . "Noi chiediamo sempre di abbassarsi per costruire ma poi di alzarsi e andare fra le linee".
DIFESA - "Ci sono momenti in cui le cose non ti riescono. Il Cagliari è una squadra forte, ci sta che ti chiudano. In quel momento che faccio? Lo 'zozzone', difendo da provinciale e da terza categoria. Mi difendo con il coltello fra i denti. A calcio si gioca così".
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