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Dallinga: “Critiche? Se non segno sono io il primo ad essere deluso. Su Immobile e Castro…”

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Thijs Dallinga, attaccante del Bologna, ha concesso un’intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: “Gol pesanti? Ne ho fatti, anche se in questo anno e mezzo avrei voluto di più da me stesso. Quale scelgo?...
Marco Astori

Thijs Dallinga, attaccante del Bologna, ha concesso un'intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: "Gol pesanti? Ne ho fatti, anche se in questo anno e mezzo avrei voluto di più da me stesso. Quale scelgo? Il secondo dei tre fatti all’Empoli nella doppia semifinale di Coppa Italia. Poi quello al Napoli è stato fantastico ma la rete al Dortmund è indimenticabile: ogni bambino sogna di giocare e segnare in Champions League e quella gioia della gente attorno a noi oltre a quella che fu la nostra prima vittoria hanno esaltato l’importanza di quella rete".

CRITICHE - "Se mi aspettavo di più? No, no. Sapevo che non è facile segnare gol in Italia ma è esattamente il motivo per cui sono venuto qui, perché in realtà ho messo alla prova me stesso, andare verso i miei limiti è sempre stato un obiettivo. Le critiche? Non leggo giornali o social ma posso immaginare cosa venga scritto, se segni o no: certe cose fanno sorridere ma fa parte di questo mondo. Semmai il primo ad essere deluso sono io se succede che non riesca a segnare per la squadra e i tifosi".


ANDARE VIA - "No, perché non c’è mai stato motivo di pensare ad un altro campionato. Sono al Bologna solo da una stagione e mezza, quando si aprirà la finestra di mercato ci saranno molti rumors, lo so… Ma qui sto bene, c’è una bella squadra con la quale stare e con cui poter realizzare altri bei sogni. Lo abbiamo fatto nel 2025 e voglio continuare a farlo qui".

ERNIA OPERATA - "Ne parlavo con Odgaard, che si è operato come me per la stessa situazione, a Coppa Italia vinta: ci siamo detti che nonostante tutti i problemi avuti anche noi abbiamo dato il nostro contributo, e questo ci ha inorgogliti. Io una coppa l’avevo già vinta in Francia: non succede a tutti i giocatori di alzare un trofeo, una cosa bellissima. Zirkzee? Beh, sì, anche lui il primo anno ha fatto fatica: nel calcio è come se non avessi tempo perché la gente si aspetta che tu abbia un impatto forte subito, ma resto fiducioso. Molti miei compagni definiscono lo spogliatoio una famiglia? Confermo: l’anno scorso mi aiutò De Silvestri ma tante chiacchiere le feci con Sam Beukema".

OBIETTIVO - "Dura scegliere, per cui dico che tutto è possibile fino a quando, e su questo non ci sono dubbi, ci alleneremo così e come sempre. Lo facciamo per raggiungere il massimo, in ogni competizione, per cui non scelgo: andiamo avanti lottando su tutto".

CASTRO E IMMOBILE - "Solo guardare giocare Immobile è un insegnamento. Noi tre conviviamo dandoci una mano e sa una cosa: alla fine di ogni allenamento, Ciro si ferma e ci dà consigli. È un’attenzione non solo formativa ma carina, non so se capita in ogni squadra".

ITALIANO - "Un vero appassionato di calcio. Vuole il massimo offrendolo a sua volta: lo chiede a tutti, dal campo alla... cucina. Aiuta a spingerci al limite, non si deve rallentare: l’anno scorso abbiamo fatto davvero belle cose anche perché tutti credono nel modo in cui lavoriamo. E questa è la cosa più importante".