STORIA CON GOMIS - "Quando ero piccolo sono andato allo stadio di Saint-Étienne a vedere una partita, sono entrato in campo con lui: ero molto timido ma mi ha fatto sentire bene. Per me è stato un passaggio molto importante. Alla fine di una partita contro la Roma la mia ragazza mi ha detto di uscire dallo stadio e lì c'era Gomis, siamo stati a parlare venti minuti ed è stato speciale".
NAZIONALE - "Oggi vedo la nazionale un po' di più come un obiettivo, sento che se continuo a fare bene posso meritarla anche io. Ma non ci penso, sono concentrato solo a fare il mio lavoro con il Como. Se mi chiameranno, sarò contento".
NAZIONALE O CHAMPIONS CON IL COMO - "Cos'è più difficile? Bella domanda, ma direi che la nazionale è più difficile"
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