FABREGAS - "Prima avevamo una relazione come da amici, poi però abbiamo dovuto cambiare perché ora è il mio allenatore. Sono stato molto contento, comunque, sapevo che sarebbe diventato un grande allenatore e oggi lo stiamo vedendo. Fabregas ha detto bene di me perché, non parlando solo di calcio, per lui è importante avere a che fare con delle persone di valore. E da giocatore dice di non aver paura di giocare, venire a prendersi il pallone, cose che anche io penso. E vuole che conosciamo benissimo la tattica, così da poterla fare anche quando lui non c'è".
TALENTO - "Chi ne ha di più? Non posso fare un nome solo, ma credo di poter dire a nome di tutti che Nico Paz sia veramente un top player".
STORIA CON GOMIS - "Quando ero piccolo sono andato allo stadio di Saint-Étienne a vedere una partita, sono entrato in campo con lui: ero molto timido ma mi ha fatto sentire bene. Per me è stato un passaggio molto importante. Alla fine di una partita contro la Roma la mia ragazza mi ha detto di uscire dallo stadio e lì c'era Gomis, siamo stati a parlare venti minuti ed è stato speciale".
NAZIONALE - "Oggi vedo la nazionale un po' di più come un obiettivo, sento che se continuo a fare bene posso meritarla anche io. Ma non ci penso, sono concentrato solo a fare il mio lavoro con il Como. Se mi chiameranno, sarò contento".
NAZIONALE O CHAMPIONS CON IL COMO - "Cos'è più difficile? Bella domanda, ma direi che la nazionale è più difficile"
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