Romano – Occhio al futuro di Simeone: arriva l’offerta per un possibile ritorno, operazione in piedi
LE CRITICHE NONOSTANTE L'IMPRESA - "Sono orgoglioso di poter lavorare con queste persone ogni giorno, non è una mia impresa, ma dello staff, del club, dei giocatori e della città. Ho solo fatto il mio e dato il mio contributo, ma non sento mio questo risultato. A far la differenza è stato pensare come un collettivo, un unico modo di vivere, di giocare, andando tutti nella stessa direzione. Abbiamo messo il noi prima dell'io, si è creata un'energia molto bella nel gruppo ed è molto importante per me. Ho fatto errori, ne rifarò, fa parte del percorso di crescita di ogni persona nella vita. Io cerco di riconoscere sempre gli errori per migliorare, ma non parlo solo di stile di gioco, parlo di processi, di scelte, tante cose. Provo sempre a guardarmi e migliorare e questo non cambierà, nemmeno dopo questo traguardo. Questa è la mia mentalità, spero che non cambi mai".
FUTURO - "Non ho aspettative future, sono nel presente. Non voglio parlare di me, questo è il giorno speciale della città e del club. Mi sono sempre sentito onorato e privilegiato, qui ho fatto la mia prima conferenza, ho iniziato il mio lavoro a 29 anni. L'ultima volta che avevo fatto il primo allenamento era nelle giovanili dell'Atletico Madrid, a 23 anni. Ero assolutamente convinto di poter far bene, sennò non sarei qua. Ho sentito la respinsabiloità di ripagare la fiducia in una scelta che ha portato tante persone a giocarsi tanto. Ho approcciato questa avventiura con umiltà, era tutto nuovo, non avevo lavorato mai in Serie A, con questo staff e questi calciatori. Non conoscevo le dinamiche ma sapevo le esperienze di altri, quindi ho provato da subito a mettermi a disposizione, conoscere il contesto e guadagnare credibilità. Non son stato calciatore. Bisognava creare continuità con quello che era successo di positivo l'anno scorso. Abbiamo provato a crescere e migliorare, ho fatto mille errori, farei tante cose diverse ma fa parte della vita questo. Ho provato a farlo con onestà, con i miei valori, facendo quello che sentivo fosse giusto per il club e il Parma. Mi son sentito subito stimato, protetto, ma ho avuto comunque momenti di paura, dubbi e difficoltà. Fa parte della vita, è umano. Ho sempre provato a guardare indietro per correggere cosa era stato sbagliato e al futuro".
RIFLESSIONI POST SALVEZZA - "Sono felice per la città, per i tifosi. Tutti meritano di avere il Parma in Serie A, non è scontato che dopo tante difficoltà in passato, sarà così per il terzo anno. E' stato un anno difficile, ma è nello spirito di questo club e di questa città di andare oltre i momenti difficili. Ci sono stati momenti duri al Tardini, oggi invece siamo riusciti a vivere una bella giornata insieme e arrivare al traguardo. Merito di tutti, di tutti i componenti del club, soprattutto i calciatori, che dal primo giorno si son messi a disposizione. Hanno fatto tutto quello che potevano per raggiungere l'obiettivo, ora vogliamo continuare a crescere. Il primo obiettivo è raggiunto, ora abbiamo 4 gare per crescere come squadre e singoli. Vogliamo rappresentare Parma nel miglior modo possibile. Venerdì faremo un allenamento a porte aperte, vorremmo sentire il calore dei nostri tifosi per preparare la sfida di Milano".
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