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sosfanta news Cuesta: “Perché i cambi di Strefezza e Bernabé, vi spiego! La mossa Elphege e rispondo così sul futuro”

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Cuesta: “Perché i cambi di Strefezza e Bernabé, vi spiego! La mossa Elphege e rispondo così sul futuro”

Cuesta: “Perché i cambi di Strefezza e Bernabé, vi spiego! La mossa Elphege e rispondo così sul futuro” - immagine 1
Il tecnico del Parma, Carlos Cuesta, ha parlato ai microfoni di Sky e in conferenza stampa al termine della sfida contro il Pisa. Queste le sue parole, riportate da parmalive.com: “Salvezza in Serie A? Significa felicità per i tifosi, la...
Daniele Burigana

Il tecnico del Parma, Carlos Cuesta, ha parlato ai microfoni di Sky e in conferenza stampa al termine della sfida contro il Pisa. Queste le sue parole, riportate da parmalive.com: "Salvezza in Serie A? Significa felicità per i tifosi, la società, la città, i dipendenti e chi lavora per far crescere il Parma. E’ bello arrivare all’obbiettivo vincendo in casa, sapevamo delle difficoltà, dell’aver cambiato il 50% della squadra. Dovevamo costruire una squadra e adattarci ai punti di forza, essere sempre competitivi e arrivare al traguardo. C’è una responsabilità che andava pagata, abbiamo fatto tutto il possibile per farcela”.

STAGIONE - "Ho messo tutto, perché ho iniziato. Io sono arrivato senza essere stato giocatore o allenatore, tutto è nuovo. Non avevo mai fatto un’intervista, lottavo per Champions e Premier e ora tutto è nuovo. Dovevo capire il contesto e capire cosa non è negoziabile per me. Chiedo compattezza, unione e professionalità, ma allo stesso modo ho dovuto adattarmi e capire cosa fosse meglio per arrivare ai risultati. Rifletteremo per crescere, ho sempre provato a mettermi a disposizione e dare continuità. Ho dato umiltà per imparare il contesto e fare tutto quello che potevo. A volte ho sbagliato e fatto danni ma sempre con le migliori intenzioni. Dobbiamo continuare a crescere, imparare ed evolverci”.


ASTICELLA ALTA - "Contro il Verona qua avevamo finito giocando 4-3-3 con Ondrejka e Bernabé mezzali. Siamo andati con tutta la potenza di fuoco. Oggi abbiamo fatto le scelte che pensavamo potessero aiutarci. Perché i cambi di Strefezza e Bernabé? Erano stanchi, abbiamo messo la doppia punta con Elphege, per giocare con due riferimenti e magari provare più cross ed è arrivato il gol. Però potevamo anche sbagliare un cross, prendere contropiede e subire gol. Alzare l'asticella è la nostra realtà giornaliera, dobbiamo migliorare. Ci aspetta una sfida molto difficile contro l'Inter, un avversario di altissimo livello, ma dobbiamo esser competitivi. Questo non dipende da risultati, classifiche o idee, questa è la mentalità che abbiamo in questa squadra".

GIUDIZIO SUL CALCIO ITALIANO - "Non c'è stato un momento particolare, abbiamo provato a migliorare ogni giorno, creando una evoluzione e rispettando i nostri punti di forza, a cui ci siamo aggrappati nei momenti difficili. Nel mentre abbiamo continuato a crescere. Sappiamo che certe cose vanno fatte meglio, ma serbe equilibrio per crescere senza perdere punti che fanno bene per traguardi e prestazioni. Il calcio italiano è difficilissimo, allenatori e squadre di alto livello, è stato un grande master. Speriamo di continuare a crescere e migliorare, mancano 4 partite da fare al 100%".

LE CRITICHE NONOSTANTE L'IMPRESA - "Sono orgoglioso di poter lavorare con queste persone ogni giorno, non è una mia impresa, ma dello staff, del club, dei giocatori e della città. Ho solo fatto il mio e dato il mio contributo, ma non sento mio questo risultato. A far la differenza è stato pensare come un collettivo, un unico modo di vivere, di giocare, andando tutti nella stessa direzione. Abbiamo messo il noi prima dell'io, si è creata un'energia molto bella nel gruppo ed è molto importante per me. Ho fatto errori, ne rifarò, fa parte del percorso di crescita di ogni persona nella vita. Io cerco di riconoscere sempre gli errori per migliorare, ma non parlo solo di stile di gioco, parlo di processi, di scelte, tante cose. Provo sempre a guardarmi e migliorare e questo non cambierà, nemmeno dopo questo traguardo. Questa è la mia mentalità, spero che non cambi mai".

FUTURO - "Non ho aspettative future, sono nel presente. Non voglio parlare di me, questo è il giorno speciale della città e del club. Mi sono sempre sentito onorato e privilegiato, qui ho fatto la mia prima conferenza, ho iniziato il mio lavoro a 29 anni. L'ultima volta che avevo fatto il primo allenamento era nelle giovanili dell'Atletico Madrid, a 23 anni. Ero assolutamente convinto di poter far bene, sennò non sarei qua. Ho sentito la respinsabiloità di ripagare la fiducia in una scelta che ha portato tante persone a giocarsi tanto. Ho approcciato questa avventiura con umiltà, era tutto nuovo, non avevo lavorato mai in Serie A, con questo staff e questi calciatori. Non conoscevo le dinamiche ma sapevo le esperienze di altri, quindi ho provato da subito a mettermi a disposizione, conoscere il contesto e guadagnare credibilità. Non son stato calciatore. Bisognava creare continuità con quello che era successo di positivo l'anno scorso. Abbiamo provato a crescere e migliorare, ho fatto mille errori, farei tante cose diverse ma fa parte della vita questo. Ho provato a farlo con onestà, con i miei valori, facendo quello che sentivo fosse giusto per il club e il Parma. Mi son sentito subito stimato, protetto, ma ho avuto comunque momenti di paura, dubbi e difficoltà. Fa parte della vita, è umano. Ho sempre provato a guardare indietro per correggere cosa era stato sbagliato e al futuro".

RIFLESSIONI POST SALVEZZA - "Sono felice per la città, per i tifosi. Tutti meritano di avere il Parma in Serie A, non è scontato che dopo tante difficoltà in passato, sarà così per il terzo anno. E' stato un anno difficile, ma è nello spirito di questo club e di questa città di andare oltre i momenti difficili. Ci sono stati momenti duri al Tardini, oggi invece siamo riusciti a vivere una bella giornata insieme e arrivare al traguardo. Merito di tutti, di tutti i componenti del club, soprattutto i calciatori, che dal primo giorno si son messi a disposizione. Hanno fatto tutto quello che potevano per raggiungere l'obiettivo, ora vogliamo continuare a crescere. Il primo obiettivo è raggiunto, ora abbiamo 4 gare per crescere come squadre e singoli. Vogliamo rappresentare Parma nel miglior modo possibile. Venerdì faremo un allenamento a porte aperte, vorremmo sentire il calore dei nostri tifosi per preparare la sfida di Milano".