sosfanta news Cuesta: “Così vedo Elphege, è diverso da Pellegrino. Strefezza era stanco, sul rigore ci hanno detto…”

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Cuesta: “Così vedo Elphege, è diverso da Pellegrino. Strefezza era stanco, sul rigore ci hanno detto…”

Daniele Najjar
L'allenatore del Parma, Carlos Cuesta, ha parlato ai microfoni di Dazn ed in conferenza stampa dopo la sfida giocata dai suoi al Tardini, contro il Napoli. Di seguito le sue dichiarazioni.

L'allenatore del Parma, Carlos Cuesta, ha parlato ai microfoni di Dazn ed in conferenza stampa dopo la sfida giocata dai suoi al Tardini, contro il Napoli. Di seguito le sue dichiarazioni, riprese da Tmw.

MANCA UN RIGORE? - "Non ho visto le immagini, ci hanno detto che non era rigore. Ci dispiace che tutto quello che ci ha dato lo stadio e che hanno lasciato i ragazzi in campo non è stato trasformato in una vittoria. Io posso solo ringraziare i ragazzi, che ci tengono tantissimo e lo dimostrano. Ma anche grazie ai tifosi per il loro sostegno: ci hanno fare un metro in più e quel sostegno ci ha dato tanto".

ELPHEGE - "Elphege era molto stanco, come tanti giocatori nel secondo tempo. Per quello ha chiesto il cambio e in quel momento sentivamo che con un po' più di aiuto a sinistra con Sorensen potevamo aggiungere un giocatore che attaccasse di più la profondità, inserirsi tra le linee e vincere le seconde palle. Anche Strefezza iniziava a essere stanco, ma là davanti ci poteva aiutare a rallentare e avere più giocatori in grado di giocare tra le linee. Noi quello che chiediamo ai giocatori sono le loro caratteristiche e qualità, a Elphege non possiamo chiedere di essere Pellegrino e viceversa. Devono sfruttare quello che sanno fare, lui ha grande energia e sorriso, si fa voler bene e aiuta i compagni. Ha rinforzato questo gruppo, speriamo che possa avere continuità da ora in poi”.

ORGOGLIOSO - "Il sacrificio, il carattere, la volontà di dar tutto nel rappresentare il Parma ogni minuto. Al di là di classifica, la squadra prova sempre ad esprimersi al massimo. La nostra ambizione è migliorare ancora molto, dobbiamo crescere per fruttare ancora meglio le nostre qualità. A volte è difficilie, affrontiamo squadre di altissimo livello che ci costringono a fare partite dove dobbiamo difendere in blocco basso, ma questo gruppo ha una grande qualità: far quello che è giusto quando è giusto. Ci piacerebbe avere il 70% di possesso, come tutti immagino, ma avere quel livello di attenzione, grinta è un valore importante per far punti".


ELPHEGE E MIKOLAJEWSKI - "Abbiamo chiesto a entrambi di essere loro stessi. Sappiamo che le caratteristiche di Elphege sono diverse da Pellegrino in alcune cose e abbiamo provato a sfruttarle. Lui è un ragazzo che si è fatto voler bene subito, ha lavorato e ha provato a fare le piccole cose che sono importanti, come imparare la lingua fin da subito. Ha mostrato la sua fame sia dentro che fuori dal campo. Quando hai quell'atteggiamento allora sei più pronto al momento opportuno. A volte può andar bene e altre no, ma di solito alla gente che ci tiene capitano cose buone. Anche Mikolajewski ha una mentalità simile, con quella fame e quell'agonismo che servono. È entrato in campo e ha aiutato la squadra dalla prima azione. Ne siamo contenti e speriamo che possano aiutarci ancora di più nelle prossime partite".

SACRIFICIO - "Il sacrificio e la concentrazione sono stati incredibili in tutti i ragazzi. È mancato qualcosa nell'organizzazione, altrimenti non avremmo preso quel gol. Ci sono stati anche altri errori ma fa parte del gioco contro avversari di questo livello. Sappiamo che l'altezza del nostro blocco difensivo a volte non aiuta ad avere un riferimento davanti. Ma anche quello è legato alle caratteristiche dei nostri attaccanti, che sono più palleggiatori che corridori. Noi proviamo a sfruttare quei momenti di blocco basso per connetterci e giocare più manovrato, per attaccare in blocco più organizzato. Ma possiamo fare qualcosa in più per ripartire meglio".

ATTACCAMENTO - “Voglio dire grazie ai ragazzi per tutto il lavoro che mettono in campo e ai tifosi che ci hanno dato un grande sostegno. Ci hanno dato una grande mano per correre un metro in più o arrivare un secondo prima, ci ha aiutato. Volevamo regalargli una vittoria per vivere un bellissimo pomeriggio insieme, ma ci prendiamo il punto. Noi dobbiamo impegnarci e vestire la maglia con onore senza guardare dove siamo, l’obiettivo non è raggiunto e dobbiamo lavorare. Il privilegio è essere qua con questi tifosi”.

FINALE - “Io l’ho detto il primo giorno che sono arrivato, non avevo aspettative. Volevo lavorare il meglio possibile per alzare il livello, per questo neanche ci accontentiamo. Devono essere 6 settimane e 6 opportunità per lavorare, perché anche oggi è vero che la concentrazione è stata incredibile, ma allo stesso modo so che la nostra ambizione non finisce qua. Vogliamo avere più la palla e difendere meno, i ragazzi sanno che qualunque sia il contesto devono dare il massimo. Ora mi riempie di orgoglio. Avrei tanti nomi, ma me ne viene solo uno: il gruppo”.